Messaggio dalle chiese: La lettera per il presidente
Bambini e ragazzi delle "Scuole della Pace" della Comunità di Sant'Egidio hanno consegnato una lettera speciale al presidente della Repubblica, in visita a Genova in occasione del 150° anniversario della spedizione dei Mille.
Caro Presidente, siamo bambini e ragazzi che abitano in Italia. Le nostre facce e le nostre storie sono molto diverse, come sono differenti le culture delle nostre famiglie. Abbiamo imparato che davanti a un ragazzo diverso da noi possiamo anche non accontentarci di sopportarlo e di rispettarlo, ma possiamo diventare amici! Abbiamo scoperto che la legge dice che alcuni di noi non sono cittadini italiani perché i loro genitori sono nati in un altro paese. Le nostre mamme e i nostri papà alcuni anni fa hanno fatto un lungo viaggio per arrivare in Italia, i nostri nonni abitano ancora in paesi lontani e noi li sentiamo al telefono anche se, a volte, facciamo fatica a capire la loro lingua.
Siamo nati in Italia, è in questo paese che abbiamo i nostri amici e ci sentiamo a casa: ci piace mangiare la pizza e gli spaghetti almeno quanto il kebab e il cous-cous e quattro anni fa, ai mondiali, abbiamo esultato insieme per la vittoria della Nazionale!
Veramente, non ci sentiamo diversi dagli altri.
Per noi essere italiani non è solo una questione di documenti, ma vuol dire amare questa terra e volerci impegnare per renderla migliore. Noi sogniamo un'Italia che non sia più ferita dall'individualismo, divisa in fazioni, spaventata da chi sembra diverso, un'Italia capace di accogliere chi la ama e che vuole lavorare per il bene di tutti. Veramente in questo noi ci sentiamo già italiani.
Per questo, ci stiamo impegnando in questi mesi a sensibilizzare l'opinione pubblica affinché, se si farà una nuova legge sulla cittadinanza, si tenga conto della nostra realtà.
Per questo, chiediamo la sua vicinanza e il suo aiuto.








