Lezioni dal tifone Ulysses
Man mano che arrivano i tifoni li battezzano con nomi in ordine alfabetico e quest’anno siamo alla lettera U! Ulysses è il nome dell’ultimo tifone che si è abbattuto sulle Filippine, come avrete letto a pagina 3. Dopo due giorni visito in bicicletta alcune famiglie della zona più colpita assieme a p. Emanuele Borelli che è parroco a Marikina (Manila). La gente, cercando a fatica di ristabilire una parvenza di normalità, si dà da fare per ripulire le case dal fango. L’atmosfera è surreale. Tutto ha il colore del fango, ma le persone salutano, ci accolgono, sono felici quando riconoscono il loro parroco… Parlano del disastro quasi con distacco, come di una cosa brutta, ma non definitiva. Non vedo nessuno piangere o disperarsi. Un signore, seduto di fianco ad un cumulo delle sue masserizie recuperate dal fango, ci dice sorridendo: “Nonostante tutto non ci è tolta la felicità”. Arrivato a casa, ho raccontato la mia ammirata sorpresa a qualche amico. Un filippino commenta in whatsapp: “Si tratta di resilienza o di fede?”. Non so rispondere, però questo atteggiamento, insieme alla determinazione, comprende anche compassione e creatività. Resilienza significa incassare il colpo e - di nuovo - ricominciare da dove si può, con la forza che si ha, non solo credendo ai miracoli ma lavorando perché i miracoli credano in te! Sono in Asia ormai da qualche decennio. La missione, e soprattutto la gente che si incontra, ha ancora molto da insegnarmi per farmi crescere, come uomo e come cristiano.







