Skip to main content
Condividi su

È passata da poco l’una del pomeriggio; le campanelle delle scuole del centro storico sono suonate da qualche minuto. Mi trovo in una piadineria per la mia veloce pausa-pranzo. Entrano ragazzi e ragazze che prima di tornare a casa si fermano a mangiare qualcosa. Li osservo e mi chiedo come saranno i rapporti di questi figli con i propri genitori a quell’età. Penso alla mia esperienza, a quelle di chi mi sta vicino, cerco di proiettarmi, stavolta però da genitore. Un po’ mi spaventa. Sì certo, ci sono libri, trattati, studi, canzoni e film a non finire che raccontano queste relazioni. Poi, mi torna in mente un articolo di qualche tempo fa. O meglio, si tratta di una lettera che Anna scrive alla mamma attraverso il blog della sua professoressa. Gli insegnanti sono spettatori di rapporti e conflitti tra adolescenti (ma non solo) e genitori. Talvolta, riescono a farsi raccontare qualcosa, in altre circostanze prevalgono musi lunghi e silenzi. Spesso, dicono che quando si parla di genitori, i ragazzi non sono affatto “misericordiosi” nei giudizi. Però, ogni tanto, come accaduto alla professoressa Cafaro, capita di ricevere una lettera come quella sotto che riportiamo in sintesi qui sotto. E ci invade lo stupore per ragazzi sempre pieni di creatività e sorprese. Non c’è miglior modo per fare gli auguri a una mamma nel mese e nel giorno (12 maggio) della Festa a lei dedicata.  

“Ciao mamma, che strano scriverti. Vorrei dirti tante cose ma mi accorgo che invece tante sono le cose che non riesco a dirti. Spesso ti guardo di nascosto mentre sei davanti allo specchio e aggiusti i tuoi bellissimi capelli biondi, sempre così perfetti nella loro piega. I miei invece sono lisci e di un castano anonimo simile a tanti altri. In compenso, però, ho lo stesso colore dei tuoi occhi, verde smeraldo. Ne sono così fiera! Quanta complicità a volte si instaura tra di noi, quante emozioni! Siamo entrambe molto solari e aperte al dialogo. Il nostro somigliarci ci porta continuamente a litigare, questo non è bello anche se poi… tutti i nostri litigi finiscono sempre con un abbraccio. Non c’è giorno che passi che non ti ami e ti odi contemporaneamente. Non riesco a immaginare la mia vita senza di te eppure sogno di scappare presto via. Che confusione! Questa volta mamma ti scrivo perché voglio che tu sappia che ti voglio bene. Scusa, se non sono come vorresti, se sono spesso una figlia ribelle e poco giudiziosa, che non vuole impegnarsi. Al tuo cospetto sono goffa, impacciata, combino più casini io di chiunque altro. Oggi abbiamo litigato per la milionesima volta e per la milionesima volta terremo entrambe il broncio. Spero che leggerai questa lettera perché gli auguri per la tua Festa te li voglio fare lo stesso. Ti voglio bene, mamma!”. Anna



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2669.04 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Maggio 2012
Un confratello definisce p. Domenico come "il saveriano ricordato". Uomo di preghiera, sempre accogliente, aveva particolare cura nell'ascoltare le c…
Edizione di Giugno/Luglio 2015
Ogni volta che partecipiamo all’Eucarestia, giunti al momento della consacrazione del pane e del vino, sentiamo ripetere: “Fate questo in memoria di…
Edizione di Maggio 2023
In un’omelia, il predicatore raccontò che un promettente Victor Hugo, quand’era studente, un giorno dovette elaborare un tema sulla mamma. E lui semp…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito