Le comunità parrocchiali abbracciano il mondo
La sera di sabato 23 ottobre 1999 le nostre comunità parrocchiali hanno celebrato l'ultima veglia missionaria del millennio. Per noi, nella zona di Monza, in tre chiese: a Cantù, nella chiesa parrocchiale di s. Michele; a Desio, nella nuova chiesa di s. Giovanni Battista; a Concorrezzo, nella chiesa di santi Cosma e Damiano. Le testimonianze, il mandato ai partenti, la lettura dell'ultima lettera di una suora martire della carità, hanno fatto "emozionare" le tre assemblee ricche della presenza di tanti giovani.
Tina Barbieri lascia il suo lavoro di preside della scuola media "Pertini" di Desio per andare in Cameroun; due giovani sposi novelli, Corrado e Migua Ghisleni di Figino Serenza, partono per l'Equador, felici di servire la comunità di pescatori del villaggio san Lorenzo, sulla riva dell'oceano; don Luigi Ceppi di Birago (Levante sul Seveso), prete della diocesi di Rio Branco, in Brasile, entusiasta della bellezza della sua vocazione, riparte per lavorare, in particolare, nella "commissione pastorale della terra" della sua diocesi. Suor Erminia Cazzaniga di Sirtori in provincia di Lecco, uccisa il 26 settembre a Timor Est, scriveva così al suo parroco un mese prima della sua morte:
"La nostra missione oggi non è solo di aiutare, ma come dice san Paolo, piangere con chi piange, condividere con chi ha bisogno e dare tanta speranza e fiducia in Dio Padre che non abbandona mai i suoi figli". Ecco le nostre comunità cristiane del 2000 che hanno vitalità nel duplice movimento di riunione e di invio, di assemblea e di testimonianza, di comunione e di missione. Ecco la missione del 2000 che non appartiene solo ai missionari, ma a tutti e a tutta la Chiesa.
Ecco il mandato del nuovo millennio, non solo per preti e religiosi, ma anche per laici, nell'unica missione e con il loro impegno specifico per la vita del mondo. Tutti, al passo di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, in movimento eterno verso il mondo, sorgente di amore, impegnati ad annunziare e a condividere la "Bellezza che salva".








