La vocazione di catechista, ...per la diocesi di Udine
Forni di Sopra è un ridente paese circondato dalle prime montagne dolomitiche. Padre Renzo Bon, saveriano con più di 30 anni di vita missionaria in Congo, ha accettato l'invito di mons. Alfredo Battisti di guidare la parrocchia. Lo fa con autentico spirito missionario. Una sua catechista ci parla della sua "vocazione".
Essere catechista significa rendere concreto l'invisibile, seguire l'unica Parola che dà un senso alla vita. È pregare e ringraziare per il dono della vita, è essere perseveranti anche quando ci sono difficoltà, è avere attenzione ai piccoli, ai poveri e ai malati. Mi mette in relazione con gli altri, perché Dio si è messo in relazione con noi.
"La trasmissione della fede"
Oggi i bambini vogliono conoscere, domandano tante cose e le catechiste devono seguire un percorso di formazione per fare bene il loro lavoro. In pratica, per insegnare utilizziamo diversi strumenti e mezzi: schede, fotografie, immagini, film, quiz...
Il nostro vescovo mons. Pietro Brollo ha voluto che in tutta la diocesi si svolga un tema comune, scandito in tre anni: "la trasmissione della fede". Valorizziamo i rapporti con i genitori dei ragazzi, per collaborare all'educazione religiosa; cerchiamo di vedere nella fragilità un'opportunità per avvicinarci agli altri; diamo importanza alla domenica come giorno in cui la comunità è convocata da Dio.
Il catechismo è solo una parte di questo progetto che impegna tanti altri animatori e animatrici, in diversi ambiti: giovani, famiglie, liturgia, comunicazioni, Caritas... Per ogni ambito c'è un referente zonale.
Una fede vissuta
Tutti svolgiamo una "missione" in questa nostra terra. La gente parla la stessa lingua, ma non vive nella stessa maniera. Oggi si parla molto di libertà e di felicità. I nostri ragazzi hanno di tutto e di più, ma sono davvero felici? Il nostro compito è trasmettere la gioia di essere cristiani con l'amore gratuito verso il prossimo. Nella nostra attività di insegnamento cerchiamo di testimoniare un impegno e un entusiasmo capaci di trasmettere una fede vissuta e non costruita.
Sempre più spesso mi convinco che Gesù sceglie i suoi collaboratori come ha fatto con san Paolo. Anche noi non siamo con i nostri ragazzi per caso, ma per sua santa volontà. Ed è bello quando, all'inizio e alla conclusione dell'anno catechistico, ci incontriamo tra catechiste e con ragazzi e ragazze di parrocchie vicine per stare insieme, conoscerci, dialogare e pregare.








