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Mercoledì 5 giugno, presso la Curia, il vescovo di Cremona Antonio Napolioni ha incontrato i direttori delle testate giornalistiche locali insieme ai responsabili degli uffici stampa della pubblica amministrazione e di importanti realtà produttive del territorio. L’evento è stato promosso dall’Ufficio diocesano per le Comunicazioni nel contesto della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (celebrata domenica 2 giugno). Ad aiutare la riflessione la giornalista Rai Iman Sabbah.

L’evento - come precisato da don Enrico Maggi, incaricato diocesano per le Comunicazioni - ha sostituito l’annuale incontro del vescovo con i giornalisti di gennaio, in occasione della festa patronale di san Francesco di Sales. Si è scelto di coinvolgere gli operatori della comunicazione in una vera e propria “tavola rotonda”, in cui ragionare insieme sui risvolti del proprio lavoro quotidiano. Il tema era la “narrazione” del conflitto attraverso gli strumenti della comunicazione.
Nelle parole del vescovo c’è la consapevolezza che proprio la chiesa, per sua natura, non può non comunicare. Poi, con un riferimento alle parole di papa Francesco (e all'esortazione apostolica “Evangelii gaudium”), ha ribadito la necessità che l’unità prevalga sul conflitto.

Iman Sabbah, a partire dalla sua esperienza di corrispondente Rai da Parigi, ha illustrato come la sensibilità italiana e quella d’Oltralpe su temi di grande attualità nazionale non siano affatto comparabili. I professionisti dell’informazione sono esposti al rischio di ingigantire fenomeni che in realtà non esistono, finendo per influenzare il proprio pubblico. Aperto il dibattito, interessanti osservazioni sono emerse sull’importanza del giornalismo per il racconto dei fenomeni del nostro tempo e la rilevante responsabilità dei comunicatori. Il colloquio ha riguardato temi scottanti: la verifica delle fonti, la contestualizzazione dei fatti, l’appello alla coscienza professionale, i pericoli legati all'emulazione fomentata dalle notizie.
Questo confronto stimolante e arricchente si è concluso con un arrivederci per ulteriori occasioni di condivisione professionale.



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