Mons. Azzolini riassumeva la missione della Sierra Leone in questi termini: “Abbiamo bisogno di scuole secondarie; abbiamo bisogno di famiglie cristiane; abbiamo bisogno di preti indigeni. Non possiamo perdere tempo perché… o ci arriviamo prima o non ci arriviamo mai! Lì intorno ci sono l’Islam, le Chiese protestanti, il comunismo… Abbiamo il dovere di diffondere il cristianesimo ovunque e in fretta!”.
Nel decimo anniversario dell’arrivo dei Saveriani in Sierra Leone, p. Cisco poteva scrivere con orgoglio: “... Da pochi battesimi di dieci anni fa, quest’anno abbiamo registrato 600 battesimi e decine di migliaia di comunioni. E tutto questo è frutto di sudore, sofferenze e innumerevoli umiliazioni”. E dall’Italia il celebre p. Vanzin poteva scrivere dei suoi confratelli in Sierra Leone: “Il loro lavoro è molto duro e in condizioni molto scomode. E non hanno altra soddisfazione che quella del dovere compiuto”.