La sequela dei Saveriani ai piedi del Crocefisso del Conforti
A 100 anni dalla morte di p. Caio Rastelli
Il primo seguace del Conforti
Il 28 febbraio 2001 ricorrono i cento anni dalla morte in Cina del p. Caio Rastelli, primo Saveriano seguace del Conforti: primo, cioè, tra coloro che si sono posti in sequela alla vocazione missionaria proposta dal giovane don Guido con la fondazione dell'Istituto. A ricordo dell'avvenimento, nel santuario Conforti della Casa Madre a Parma, viene benedetta una struttura artistica chiamata la Sequela dei Saveriani, posta ai piedi del Crocifisso da cui scaturì la vocazione missionaria confortiana, e che racchiude al suo interno i resti mortali di p. Caio Rastelli.
Chi fu in realtà p. Rastelli?
Che cosa rappresentò la sua morte da giovane missionario in Cina, per Guido Maria Conforti? Perché il Fondatore perorò il trasporto dalla Cina a Parma dei suoi resti mortali? Una risposta a tutti questi quesiti può essere compresa dalla rilettura di brani dell'epistolario confortiano.
Lettera a mons. Gregorio
Grassi. 4 marzo 1899: "Di buon grado le affido i due primi missionari che l'umile Congregazione di s. Francesco Saverio, sorta in Parma or sono tre anni, può offrire all'Apostolato Cattolico. Non potrei esprimerle con quale trasporto di gioia si rechino a codesta lontana missione. Vi si recano quali umili gregari, disposti a fare quanto voi comanderete, indifferenti ad ogni ufficio, posto ed occupazione che loro destini l'obbedienza. In ordine poi ai due soggetti che le affido, parmi di poter asserire che siano chiamati alla vita missionaria.
Il p. Caio Rastelli è stato per tre anni mio vicerettore nella direzione dell1stituto e lo conosco a fondo. È fornito di buon ingegno e di volontà tenace; conosce benissimo la lingua francese e discretamente l'inglese e il tedesco. È giovane di grande pietà e mortificazione, e possiede un'attività che è in contrasto con la sua complessione piuttosto debole. Confido che Vostra Eccellenza saprà moderarne l'ardore, perché non abbia ad esaurirsi in breve tempo.
La prego di considerarli come suoi figli in Cristo, ed in questa consolante fiducia vivo sicuro del loro avvenire. Le protesto che mi sono cari quanto l'anima mia".
Lettera al card. Mieceslao Ledochowski, 20 maggio 1899:
"I due missionari partiti lo scorso marzo per il Chan-si Settentrionale mi hanno scritto da Shang-hai, dandomi minuta relazione del loro viaggio, che spero sia ormai al suo termine. Si dichiarano contentissimi dello stato abbracciato e si dimostrano desiderosi di lavorare indefessamente per la gloria di Dio e per la salute delle anime. Più di una volta si sono trovati in procinto di essere ingoiati dalle onde del mare, ed ora benedicono di gran cuore il Signore che per favore singolare li ha scampati dalla morte imminente.
Voglia il cielo che abbiano a raccogliere messe abbondanti nel vasto campo che loro si dischiude innanzi".
Lettera ad Edoardo Manini, 7 luglio 1901:
"Ho ricevuto l'ultima sua e la ringrazio delle notizie edificanti fornitemi intorno alla morte dell'indimenticabile p. Rastelli, a cui il Signore avrà forse già conceduta la corona dei Martiri. Nulla le dico del dolore profondo che ha cagionato in noi sì grave ed immatura perdita. Quanto sia stata da tutti vivamente sentita se ne ebbe una splendida prova nei solenni funerali celebrati in s. Rocco ai primi dello scorso maggio in suffragio dell'anima eletta del caro estinto, a cui parteciparono mons. Vescovo, il clero e la cittadinanza parmense in gran numero".
Lettera a P .Calza, 9 febbraio 1910:
" ... Ho pure appreso con piacere che Ella ha pensato, assecondando un mio desiderio, di far trasportare costi le ossa del povero indimenticabile p. Caio. Eseguisca pure il santo pensiero, ma non dimentichi però che, col tempo, conterei di farle trasportare al Campo Marte, quando avremo la consolazione di vedere edificata presso il nostro Istituto la chiesa da tanto in votis, e che sempre è stata dilazionata appunto per dare a voi modo di ben consolarvi, accontentandoci noi pure del necessario. Niente di più conveniente e pietoso che le sue spoglie mortali riposino in mezzo ai nostri, ai quali ha lasciato in eredità tanti luminosi esempi di virtù apostoliche".








