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Papa Leone XIV per il suo primo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace ha scelto il tema: “La pace sia con tutti voi”. Queste parole ci riportano, senza sforzo, a quell’8 maggio dell’anno scorso, alla Loggia delle Benedizioni, nella Basilica di San Pietro, il giorno in cui abbiamo visto per la prima volta il volto del nostro nuovo Papa.

Il tema della pace è, senza dubbio, uno dei fili che unisce profondamente il ministero di papa Leone a quello di papa Francesco. La proposta di una pace disarmata e disarmante non è uno slogan, ma un grido profetico che, ahimè, incontra resistenza anche dentro i nostri cuori cristiani. Facciamo fatica a sottrarci alla logica della “difesa” e della “deterrenza”, alla logica del “noi contro gli altri” o, ancora, alla logica del “noi per i nostri”.

Dobbiamo ammettere che siamo tutti confusi davanti a tanta brutalità. Le scene di violenza e di morte entrano così di frequente nelle nostre case che corriamo il doppio pericolo di abituarci e di indurirci. Proprio in questo momento che sembra buio, la Chiesa è chiamata a sollevare la fiamma della speranza e a illuminare cammini nuovi. Nella lingua del popolo Mussey, dire speranza significa guardare avanti, credere in ciò che viene, nel nuovo che nasce.

In questo senso, in un incontro con alcuni rappresentanti della CEI, nel giugno scorso, papa Leone invitava la Chiesa italiana a sviluppare un’attenzione pastorale sul tema della pace. Ha chiesto che in ogni diocesi si promuovessero “percorsi di educazione alla nonviolenza, iniziative di mediazione nei conflitti locali, progetti di accoglienza che trasformino la paura dell’altro in opportunità di incontro”. E auspicava che ogni comunità, gruppo, movimento diventasse una casa della pace.

Imparare la pace significa innanzitutto riscoprirne il suo vero significato, che certamente non coincide con quello proposto dai nostri notiziari quotidiani, dove la pace viene spesso confusa con un armistizio o con la semplice fine delle ostilità. La pace è molto di più: è il cammino verso una vita piena per tutti (Gv 10,10). In questo orizzonte, Papa Leone ci dice che “la pace non è un’utopia spirituale: è una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione. Una via che oggi, più che mai, chiede la nostra presenza vigile e generativa”.

I vescovi italiani hanno risposto positivamente all’invito del Papa e, durante l’ultima assemblea generale, hanno approvato un documento nazionale dal titolo “Educare a una pace disarmata e disarmante”, che diventerà orientamento pastorale per tutte le diocesi del Paese. Per seguire la via della pace serve il coraggio di smantellare le risposte facili, di imparare cammini nuovi, di contemplare il bene che è già presente e di cominciare dal piccolo.



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