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Carissimo p. Lino, eravamo a conoscenza della tua problematica situazione sanitaria e ti avevamo accolto da fratelli con tanta gioia. Ci sei arrivato con quel male che ti stava sornionamente distruggendo e rubando tutti quei sogni che il tempo, la missione, la vita religiosa avevano riempito la tua intensa vita Missionaria. 

La maggior parte di noi di questo quarto piano non ti conosceva se non per averne sentito parlare attraverso i mezzi che la nostra famiglia saveriana ci ha sempre proposto. Siamo della stessa età, abbiamo seguito nello stesso periodo il corso teologico proprio in questa casa, ma in classi differenti. Eppure da quegli anni non ci siamo più visti, ognuno con il suo mondo, con la sua missione da compiere, in Paesi e continenti diversissimi.
Ci siamo ritrovati in quest’ultima tappa della tua vita, ascoltando la tua parola, confrontandoci con la tua grande pazienza e vivendo insieme a te il grande amore alla famiglia Saveriana. Grazie per la tua parola che ci hai donato nelle varie celebrazioni che hai potuto presiedere.

Ecco come ti ricorda chi ti ha conosciuto in questi mesi. “Caro P. Lino, il tuo tempo tra noi è stato breve, ma il tuo ricordo rimarrà eterno. Ci lasci un vuoto. Rimani per sempre nei nostri cuori” (Lina Bivol, infermiera).
“Incontravo p. Lino nel corridoio. Passava silenzioso e con lo sguardo sfuggente... mi intimidiva quella sua dolorosa solitudine. Mi sentivo impotente e addolorata per lui. Avrei voluto condividere la sua pena, ciò che pensava, avrei voluto dargli un po’ il mio affetto con una parola che potesse lenire la sua sofferenza. Una volta sola l’ho visto ridere con la gioia negli occhi: durante una conversazione con i confratelli. E il suo viso, quella volta, era bello e sereno…” (Cristina Torelli, volontaria).

“Padre Lino non ha mai voluto disturbare e non si lamentava mai... soffriva in silenzio. Ha portato con tanto coraggio il suo dolore fisico e per cercare di diminuire e dimenticare per un attimo la suo sofferenza guardava sul tablet film Western... Non ti dimentico per la tua eleganza e distinzioni esemplari. Grazie per la lezione che ci hai dato ogni giorno della tua vita passata insieme a noi. È stata un esempio di amore disinteressato e altruismo. La sua disponibilità ad aiutare e sostenere in un momento difficile rimarrà per sempre nei nostri cuori” (Mihaela Mihu, referente gruppo sanitario).

Aiutaci tu, adesso, e prega per noi. Grazie anche a tutta la tua famiglia che amorevolmente ti ha seguito e ti ha sostenuto con la sua presenza continua. Continua ora, da quel cielo beato, a seminare il bene e l'amore infinito, perché la tua missione tutta nuova possa alleviare le tante ferite che dilagano in questi tempi.



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