La grazia d’essere tra la gente!
Il 29 giugno sono stati 60 anni di ordinazione presbiterale (era il 1964). Li ho festeggiati in Burundi dove sono arrivato due anni dopo. I ricordi più belli e semplici? Eccoli.
La Prima Messa nel “Capitel dei Facendi”, il maso dove sono nato, dedicato alla Madonna Addolorata. Qui, ogni sera, si ‘diceva la corona con le litanie’. La statua dell’Addolorata l’aveva pagata un mio zio che si lamentava per il costo (‘come un vitello’, diceva). Ma sua moglie, mia zia, lo rassicurava. “Vedrai che ci pensa lei…”. E quell’anno la mucca diede alla luce due vitellini. A quei tempi dopo la prima Messa, c’era il bacio delle mani del nuovo sacerdote. Mamma Maria mi lavò le mani con le sue lacrime di commozione ed io... i suoi capelli.
Mio papà era morto in guerra nel 1941 a Genova dov’era vigile del fuoco volontario. E i pompieri di Sover, per la festa della prima Messa, sono venuti a prendermi con la jeep e dopo la prima Messa fino al maso, per la… parata.
Ricordo tante Messe in Burundi, in kirundi, con folle ora ancora più grandi, tra canti e danze, impensabili e indimenticabili. Che grazia grande essere qui con loro! La visita alle succursali delle parrocchie in Burundi mi portavano a dormire in una casetta, a volte coperta con l’erba secca e per terra con la terra, ma accolti con tanta fraternità. Ricordo le Eucarestie celebrate nelle lacrime dei tempi, non pochi, di morte e guerra, con un Cristo vittima con noi che consola e rafforza per non scoraggiarsi. E poi incontri e persone…







