La bella tradizione continua
Fa parte dello stile della famiglia saveriana avere una particolare considerazione e attenzione per i parenti dei missionari e delle missionarie, in particolare i genitori e fratelli.
“Vanno considerati come i più grandi benefattori dell’istituto” - ha lasciato scritto il fondatore san Guido Conforti.
“Essi non hanno donato qualcosa, ma delle persone. Senza di loro, l’istituto non avrebbe futuro”.
E invece il futuro l’ha avuto, se è vero che dal 1895, anno della fondazione, è durato fino a oggi.
Novanta più dieci
Seguendo le indicazioni del fondatore, i saveriani, da quando sono venuti ad abitare la diocesi di Bergamo, prima a Gromo come sfollati di guerra provenienti dalla bombardata Cremona, poi a Pedrengo e quindi ad Alzano Lombardo, ogni anno hanno dedicato una festa particolare ai famigliari dei saveriani e delle saveriane. Nella storia dell’istituto, sono una novantina i bergamaschi entrati nella famiglia del Conforti, cui vanno aggiunte una decina di missionarie saveriane.
Quest’anno, domenica 25 maggio, la casa di Alzano si apre per una giornata tutta dedicata ai famigliari dei missionari. Il suo fulcro è nella celebrazione dell’Eucarestia, preceduta da una breve relazione con notizie sulla famiglia saveriana, e si conclude con un’agape fraterna e gioiosa.
Il ricordo di chi non c’è
Saranno presenti anche alcuni saveriani e saveriane che sono attualmente in Italia. Gli altri, sparsi per il mondo come vuole la loro vocazione, saranno resi presenti con il ricordo e la preghiera.
Non mancherà il ricordo di quei saveriani che il Signore ha chiamato a sé. Quest’anno in particolare, oltre a p. Giuseppe Zanchi di Ranica, ricordiamo l’economo p. Antonio Benetti e il rettore p. Giavarini Mario.
È una tradizione alla quale tengono molto i famigliari dei saveriani, che partecipano ogni anno in numero consistente.
L’incontro rinverdisce anche i vincoli d’amicizia tra i vari nuclei famigliari, che fanno di questa simpatica “rimpatriata” un appuntamento cui non si può mancare.







