L’immensa gioia di donarsi, La vocazione di sr. Myriam Pedrotti
Onorina Pedrotti, consacrata a Dio con il nome di Myriam, nasce a Edolo il 9 agosto 1938. È la sorella di p. Gianni Pedrotti, missionario in Congo. La sua casa è tra i monti verso l'Aprica, a Cortenedolo. Ha due anni e mezzo quando al balcone saluta il papà che torna dal lavoro. Lui la vede e scoppia in pianto: si rende conto che non sente più. Sulla strada ha avuto un incidente: tentando di schivare un ragazzo in contro mano, aveva battuto la testa contro la roccia. Sopravvengono complicazioni e la morte. Dopo circa dieci anni Onorina perde anche la mamma, di cui è il ritratto. Con lei restano orfani Celestina, Gianni, Maria, Bettina ed Elda.
Vivace e canterina
Lo zio, don Gianni Pedrotti parroco a Esine, accoglie gli orfani nella canonica austera come un convento. La gente ben presto si affeziona ai piccoli nipoti del parroco. Onorina è vivace, allegra, sempre in movimento; non smette mai di cantare. Quando si sposta a Breno per gli studi, conosce una suora che dà luce al suo spirito.
Dopo un corso di esercizi spirituali decide di consacrarsi al Signore tra le suore dorotee di Cemmo. Già la sorella maggiore era entrata in convento dalle suore di Maria Bambina, mentre il fratello Gianni era a Brescia in seminario. Quando Onorina dice ai familiari che vuole farsi suora, i suoi si oppongono. Così irrefrenabile, potrà vivere in convento? Lo zio prete però crede alla sua vocazione.
Il 7 agosto 1956 Onorina arriva a Cemmo per il noviziato; sta per compiere 18 anni. Diventa suora nell'ottobre del 1959. Suor Myriam viene avviata a seguire studi d'arte. Dopo il liceo artistico, insegna disegno alla scuola media. Fa nuovi studi di tipo tecnico e teologico, iniziando l'insegnamento alle giovani per i corsi serali. Ha un irresistibile fascino su di loro e le accompagna verso Dio nella gioia di vivere.
La missione in Africa
Sulla scia del fratello Gianni, il Signore chiama anche lei alla missione in Africa. Dal 1972 al 1980 è a Minago, sul lago Tanganika, in Burundi. Padre Gianni e i saveriani preparano accanto alla loro casa la dimora per le giovani suore di Cemmo. Sono suore ferventi, entusiaste e creative. Si dedicano a educare i bambini e seguono le donne. La gente si sente amata da loro e le ricambia con amore.
Poi in Burundi scoppia una terribile guerra tra etnie. Myriam si trova tra hutu e tutsi, ma lei accoglie e cura tutti senza distinzioni. Salva anche il fratello, destinato a essere trucidato per aver difeso i profughi.
Nonostante i pericoli, non si spegne la sua gioia di donarsi. Intraprendente e coraggiosa, inventa strade di riconciliazione, di educazione. Ha fede nel futuro.
Il timbro della gioia
Nel 1980 suor Myriam è a Milano alla guida della comunità più numerosa dell'istituto. Per due volte è eletta madre generale. Due doni segnano il suo mandato: un grande impulso missionario per l'evangelizzazione dei popoli e la proclamazione a beata della fondatrice Annunciata Cocchetti. Poi è ancora missionaria in Africa (Congo e Camerun), dove mantiene il timbro della totalità e della gioia.
Arriva il segno del dolore quasi insostenibile, che squassa un fisico sempre scattante. Torna a Brescia per curarsi, nella comunità Sicar della casa madre. Affianca la comunità che qui deve nascere per animare la spiritualità nella casa della beata Annunciata. È nel luogo delle origini, della fondatrice e delle suore che sono venute qui dopo di lei.
Suor Myriam obbedisce a loro come una novizia. Ama le cose belle, ma sceglie quelle povere, senza eccezioni.
Intanto il male frantuma rapidamente l'organismo fino alle ossa. Padre Gianni e la sorella suor Celestina le sono accanto fino alla mattina del 9 aprile, quando dolcemente Myriam cede al sonno profondo della morte.








