L'azione e la fiducia in Dio
La nostra gioia del giovedì sera
In confronto alla vastità del Piemonte e della Liguria, noi missionari siamo pochi, avanzati in età e anche malati. Ma siamo desiderosi di impegnarci fino in fondo, con la preghiera quotidiana e con l'attività di animazione, disposti a incontrare le famiglie, i gruppi, le comunità cristiane e soprattutto i giovani.
San Paolo ha scritto due lettere al giovane Timoteo, per dargli fiducia e coraggio. Desidero proporvi due raccomandazioni che valgono anche per noi.
Teniamo vivo il dono di Dio che è in noi
“Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te. Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza” (2 Timoteo 1,6-7) .
Tante sensazioni e vicende della vita possono sminuire e addirittura oscurare il dono di Dio. La solitudine e lo scoraggiamento possono portare alla sfiducia o a un atteggiamento di rinuncia. Capita nella storia di ciascuno di noi. Capita anche ai missionari o ai sacerdoti che vivono in parrocchia. Allora, nella nostra vita può entrare un po' di buio.
Quanti tentativi per portare lo spirito della missione nella chiesa italiana, secondo il nostro carisma; quanti sforzi per suscitare la sensibilità verso i problemi dell'umanità; per graffiare i cuori dei giovani perché gustino la bellezza della fede e provino l'impegno della vita! Dopo tanti sforzi, a volte sentiamo il peso dell'inefficacia.
Preghiera e perseveranza
Dice ancora san Paolo: “Noi ci affatichiamo perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente... Esèrcitati nella preghiera, vigila e sii perseverante. Così facendo salverai te stesso e coloro che ti ascoltano” (1Timoteo 4,8-16) .
Lo stile del missionario è duplice: contemplazione e azione, fiducia e impegno. Infatti, Dio e la nostra speranza e il nostro impegno consiste nella fedeltà a un “sì”, detto e rinnovato ogni giorno nella preghiera. Perciò cerchiamo di concentrare la mente e il cuore sul volto santo di Cristo, ravvivando il dono della nostra vocazione e ricordando che l'opera missionaria non è nostra, ma è sua. Nelle sue mani noi siamo solo strumenti e testimoni.
Ogni giovedì sera, noi saveriani proviamo una gioia speciale: ci troviamo in adorazione davanti all'Eucaristia. Con le parole del beato Guido Conforti preghiamo per i nostri fratelli che annunciano nel mondo il vangelo: “O Gesù, feconda le loro fatiche, difendili dai pericoli e rendili degni di lavorare e di soffrire per la gloria del tuo nome”. La vita comunitaria ci aiuta a trasformare i limiti della nostra vita personale. Per noi la fraternità è un'esperienza quotidiana, dove comunione e missione diventano due modi di vivere la stessa vocazione.








