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Da Ancona una campagna in Italia.

Per la settima volta “Chiama l’Africa”, in collaborazione con il Cipsi e la provincia di Ancona, ha organizzato un convegno sull’Africa. Quest’anno il tema era, “L’Africa in piedi: dalle radici il futuro. A vent’anni dall’uccisione di Thomas Sankara e a quarant’anni dall’enciclica Populorum progressio”. Dal 28 al 30 settembre l’Africa ha preso la parola, davanti a un pubblico numeroso composto da africani e italiani, soprattutto giovani.

Tante voci per tante sfide

Ascoltare le numerose testimonianze ha avuto un duplice scopo: avere informazioni dirette dei molti drammi che ancora vivono i popoli del continente, e scoprire la dignità di persone e popoli che stanno prendendo in mano il loro destino. Così, lo storico guineano Djibril Tamsir Niane ha spiegato le cause reali delle guerre africane, che a torto definiamo "etniche". Ha spiegato anche i meccanismi che i paesi africani mettono in atto per una soluzione pacifica dei conflitti.

La testimonianza di p. Rigobert Minani ha evocato l’evento straordinario delle elezioni in Congo e le sfide attuali di una situazione lenta a produrre e mostrare i cambiamenti sperati. Petronilla Kibwa ha raccontato le difficoltà che hanno gli agricoltori del Burundi. Laurent Nenzimana ha testimoniato l’intenso lavoro di riconciliazione che da anni, con il suo gruppo, sta portando avanti in Ruanda. Maria Kamara ha testimoniato l’orrore della guerra vissuta dalla gente in Sierra Leone e il percorso di riconciliazione in atto.

Padre Godfrey Msumonge ha descritto la figura di Julius Nyerere, il padre della Tanzania moderna. Elias Mudzuri ha parlato invece della sfida che ormai costituisce la dittatura nel suo paese, lo Zimbabwe. Altre testimonianze dal Congo, Benin e Guinea Conakry ci hanno aperto gli occhi su alcuni popoli che, con tanta sofferenza e senza violenza, lottano per il rispetto dei loro diritti.

Intelligenza e coraggio

Dal convegno è emersa una convinzione e un sentimento comune: l’Africa c’è; l’Africa si sta mettendo in piedi con l’intelligenza e il coraggio della sua gente. L’Africa è bella soprattutto per i suoi popoli, per la loro storia e cultura; per il loro approccio alla vita fatto di coraggio, di fantasia, di soluzioni diverse, di gioia di vivere e di una voglia di solidarietà che supera gli antagonismi.

“L’Africa c’è”: è il titolo di una campagna che coinvolgerà prossimamente diverse piazze d’Italia per portare ancora una volta un messaggio di dignità che ci liberi dai pregiudizi, ci aiuti a imparare e a riconsiderare la nostra stessa vita, per crescere insieme in umanità.



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