Il santo dalla porta accanto
A metà febbraio, presso il santuario Conforti, è stata allestita la mostra “San Romero d’America, il martire degli oppressi”. Con il gruppo dei Lupetti della parrocchia del Sacro Cuore di Parma e diverse classi di catechismo siamo andati alla scoperta della vita di un campione della fede come Romero.
Siamo entrati nel suo cuore di pastore scoprendo gli ideali che lo muovevano, ma anche quelle sue fragilità che non l’hanno trattenuto dal compito profetico di denuncia nei confronti di un potere politico che colpiva i più poveri. Poi, i ragazzi sono stati invitati a “navigare” tra i 16 pannelli della mostra allestita in santuario e curata dall’EMI. Di fronte alle numerose fotografie d’epoca e alle testimonianze dirette dei veri amici di mons. Romero, abbiamo chiesto ai ragazzi di trascrivere la frase che li aveva maggiormente colpiti.
“Con mons. Romero Dio ha visitato il Salvador” è la frase che molti ragazzi hanno preferito.
Questo percorso è stata l’occasione propizia per lanciare un ponte di collegamento con l’America latina, grazie al quale è stato possibile conoscere la sofferenza della gente semplice di un continente che dagli anni ’60 ha conosciuto dittature e oppressione da parte di poteri che si professavano cattolici. I ragazzi sono stati colpiti da una chiesa fatta di poveri e che si impegna per la giustizia.
Mercoledì 20 febbraio, ci siamo ritrovati in tanti, giovani e adulti, per rivedere insieme “Romero”, unico film - solo in videocassetta (1989) - sulla drammatica vicenda di El Salvador che portò all’uccisione di Romero.
P. Ulisse Zanoletti ci ha presentato il martirio di mons. Romero come di un santo “dalla porta accanto”. Il suo martirio, infatti, non è avvenuto esclusivamente al momento della sua morte, ma si è nutrito di testimonianza quotidiana, di sofferenza anteriore, di profezia, di conversione al pianto del popolo e alla strada come luogo teologico della sua azione pastorale. Per questo, il messaggio di Romero è ancora attuale.







