Il ritiro delle delegate a Cagliari e Macomer
Giovedì 27 marzo, come consueto, s’è svolto il Ritiro quaresimale per le Delegate missionarie saveriane del Sud Sardegna a Cagliari. Eravamo una cinquantina, provenienti da Cagliari, Selargius, Sant’Antioco, Sardara, Villa san Pietro-Domus de Maria, Uta, Cortoghiana, Carbonia, Quartu (Capitana), Monastir. Ho guidato la riflessione sul tema della paura delle cose, delle persone e di se stessi. La prima cosa che facciamo al mattino è aprire gli occhi e decidere di continuare a vivere. Abbiamo dietro di noi tante persone che ci hanno aiutato e dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. È necessario metterci la faccia ed evitare di avere doppi comportamenti, a secondo della convenienza. Come cambiare? Seguendo i buoni consigli, vincendo la pigrizia, facendoci aiutare dagli altri e restando uniti come gli alberi di banane.
Dopo le confessioni è seguita l’Eucarestia, con la riflessione sul messaggio di Quaresima di papa Francesco (camminare insieme nella speranza). Infine, il pranzo preparato da Patrizia con la collaborazione di Angela. È stata una bella giornata, che ci ha aiutato a volerci bene e a condividere con chiunque la nostra voglia e l’entusiasmo di impegnarsi per le missioni.
L’appuntamento di Quaresima del 22 marzo è stato favorito da un tempo buono. Anche la partecipazione è stata all’altezza dell’evento. Le persone sono arrivate da Macomer, Seneghe, Uri, Benetutti, Riola Sardo, Narbolia, San Vero Milis, Allai, Sindia, Silanus, Padria, Borore. Almeno 35 presenze che si sono fermate anche a pranzo, preparato da Pina e Rosanna. Altre sono state presenti alla riflessione, preparata da p. Sergio. Ci siamo incoraggiati a vicenda, soprattutto vivendo la speranza, come papa Francesco ci ha chiesto in questo anno giubilare. Partendo dalla frase dell’apostolo Pietro, “Cristo nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è in voi” (1 Pt 3,15), abbiamo portato la nostra riflessione sulla speranza dal punto di vista umano. Dove è possibile fare esperienza della speranza? Preghiera, agire, soffrire, giudizio finale. Il n° 47 del documento del giubileo della speranza dice: “Il Giudizio di Dio è speranza, sia perché è giustizia, sia perché è grazia. Se fosse soltanto grazia che rende irrilevante tutto ciò che è terreno, Dio resterebbe a noi debitore della risposta alla domanda circa la giustizia (domanda per noi decisiva davanti alla storia e a Dio), se fosse pura giustizia, potrebbe essere alla fine per tutti noi solo motivo di paura”.








