Certo, anche i giovani italiani che si sono avventurati a Colonia per la GMG hanno patito disavventure. il viaggio interminabile su treni che non arrivavano mai; il cibo insufficiente e non molto gradevole; i maxischermi che non funzionavano; i parcheggi dei pullman introvabili... Ma sentite, dal racconto di padre Carmelo, cosa hanno passato i giovani pellegrini congolesi, per partecipare al congresso dei giovani a Uvira. (ndr)
I giovani di Kitutu (380 chilometri da Uvira) insieme ai giovani di Kamituga (330 chilometri da Uvira) e i giovani di Mwenga (280 chilometri da Uvira) hanno intrapreso il lungo viaggio a piedi, perché la strada dell’Urega è letteralmente scomparsa! Arrivati a Tubimbi (210 chilometri da Uvira), non hanno incontrato i quattro camion che dovevano trasportarli alla sede del congresso. Hanno perciò continuato il cammino a piedi per altri 20 chilometri, nella speranza di incontrare i camion.
Alle ore 20, sento il telefono squillare. Era don Jean Claude, accompagnatore dei giovani di Kamituga. “Siamo a Burale; i camion non sono arrivati e noi siamo distrutti!”. Rispondo: “È la via crucis! Incoraggia i tuoi giovani, vedrai che l’alba della resurrezione arriverà!”. Don Jean Claude accoglie molto bene queste mie parole ingenue. Ma io. quella notte, non ho chiuso un occhio. Senza i giovani dell’Urega, il congresso sarebbe stato deforme, mutilato...
Cosa era successo? Il diluvio sulla zona di Bukavu aveva impedito i camion di viaggiare secondo il programma previsto. Solo l’indomani sono riusciti ad arrivare a Burale. Il tempo era ormai troppo stretto per giungere a Uvira prima dell’inizio del congresso. La partenza è stata rapida ma, giunti sulla strada alluvionata, i giovani hanno dovuto spingere i quattro camion che, uno dietro l’altro, si erano impantanati.
Il trionfo dei giovani dell’Urega è avvenuto all’una e mezza di notte, tra il venerdì e il sabato, quando li abbiamo accolti - morti di fame, di sonno e di stanchezza - sulla spianata della cattedrale di Uvira.
Non è un modo di dire! Erano davvero felici di avercela fatta. E noi, che li aspettavamo, felicissimi con loro.