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Il “Lorens Hood” dell’Indonesia

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Un ricordo del saveriano p. Lorenzo Scaglia

Il 3 agosto scorso in Indonesia è morto per infarto p. Lorenzo Scaglia. Padre Scaglia era un saveriano originario di Bassano Bresciano, ma si sentiva un vero e proprio cittadino indonesiano.

Gli anni della scuola

Padre Lorenzo ha lasciato l’Italia il 27 luglio 1962 per raggiungere Padang, la diocesi indonesiana affidata ai saveriani. Dopo lo studio della lingua, era stato incaricato d’insegnare nelle scuole cattoliche della città e di aiutare nella parrocchia della cattedrale.

Dei numerosi alunni che p. Lorenzo ha avuto durante gli anni d’insegnamento, molti erano musulmani e ancora oggi ricordano le sue belle lezioni di etica. Sono stati anni molto impegnativi perché, oltre alla scuola, p. Scaglia era responsabile dell’organizzazione degli studenti universitari cattolici ed era diventato consigliere dei saveriani in Indonesia.

All’inizio degli anni ottanta aveva assunto anche l’incarico di direttore  dell’organizzazione scolastica della diocesi di Padang. È stato uno dei periodi più produttivi della sua vita: ha costruito il nuovo edificio del liceo “Don Bosco”, ha fondato l’accademia delle lingue estere (ABA) e la scuola per aiutanti farmacisti. Verso la fine del suo mandato, ha fatto costruire perfino un palazzetto dello sport che oggi è usato anche per attività civiche.

“Toglieva ai ricchi…”

Nel 1989 p. Lorenzo è stato trasferito nella parrocchia “Stella Maris” della capitale Jakarta. Subito si è attirato le simpatie dei parrocchiani per il suo fare deciso. Anche qui è riuscito a far costruire una scuola che funziona molto bene. Dal 1993 fino alla morte, si è occupato della parrocchia saveriana di Bintaro, nella parte sud occidentale di Jakarta.

È stato un decennio difficile, anche perché p. Scaglia ha dovuto affrontare un  ambiente culturale per lui nuovo. Ogni giorno faceva “il giro delle tre Madonne”, come lui lo definiva. Mentre faceva un po’ di ginnastica, visitava tre grotte della Madonna di Lourdes: in parrocchia, in casa delle canossiane e nel noviziato saveriano.

Durante queste escursioni, si faceva conoscere da tante persone, visitava le famiglie più povere cercando di aiutarle. Per queste attività trovava la collaborazione dei parrocchiani facoltosi che lui sapeva farsi amici.

È stato soprannominato Lorens Hood, perché prendeva dai ricchi per dare ai poveri.

Come responsabile delle attività sociali della parrocchia, p. Lorenzo ha fondato anche un ambulatorio per i poveri, con medici anche musulmani che tuttora prestano i loro servizi gratuitamente. Prima di lasciare la parrocchia per tornare a Padang, ha formato un gruppo di persone benestanti che, secondo uno statuto, non devono mai far mancare l’aiuto alle persone povere.

Un invito ai giovani

Il 9 ottobre scorso, a Nuvolento (BS), è stata celebrata una Messa in suffragio di p. Lorenzo. Erano presenti i familiari e alcuni saveriani. Nell’omelia, p. Carlo Treppo, anche lui missionario in Indonesia, ha ricordato la figura di p. Lorenzo in alcune tappe fondamentali della sua vita: “Padre Scaglia è stato il mio maestro di lingua indonesiana. Mi ha introdotto alla conoscenza del luogo e dei costumi della gente. Si sentiva pienamente realizzato, come persona, come sacerdote e come missionario. Era un uomo aperto, sensibile ai problemi, dotato di intelligenza acuta, ricco di buon umore, prudente nel prendere le decisioni e deciso nel portare avanti i suoi programmi”.

Parlando dell’attività nella scuola, p. Treppo ha sottolineato che p. Lorenzo è sempre stato animato dal desiderio di formare le persone secondo i valori evangelici, ispirandosi al principio di “fermezza e bontà”.

Concludendo, padre Treppo ha lanciato un invito: “Il suo esempio di donazione totale agli altri nella missione, possa essere di esempio e incoraggiamento per tanti altri giovani bresciani. Cristo ha bisogno di noi per continuare il suo viaggio tra quanti ancora non lo conoscono”.



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