Il bello di farsi domande
Gentile direttore,
ho letto il suo articolo sull’Intelligenza Artificiale e mi chiedo come possiamo destreggiarci in questo ginepraio. Come faremo a capire se un testo, un’immagine sono autentici o frutto della fantasia di qualche buontempone che si avvale della tecnologia e che magari lo fa con uno scopo preciso? Sandro, Rimini
Gentile signor Sandro, il problema è reale. E, forse, mai come ora siamo chiamati ad usare… la nostra testa, a non fermarci a quello che ci dicono, ad indagare e a non indugiare nel farlo. Certo, se un professionista della comunicazione arriva a tanto, senza dichiararlo, potrebbe incorrere in una serie di sanzioni previste dal codice deontologico, ma intanto il danno è fatto, anzi… virale. Il mio insegnante di Filosofia al Liceo ci invitava ad essere curiosi. Ecco, credo che si debba ripartire da lì. Non dobbiamo demonizzare queste nuove opportunità e allo stesso tempo nemmeno accontentarci della comodità, della facilità di arrivare alla notizia, ad una conclusione. “Lo dice internet” ha sostituito “l’hanno detto alla televisione”… Sì, ma quale internet? Chi ci comunica è credibile? La credibilità e la fiducia costituiscono un atteggiamento sempre valido, almeno fino a prova contraria. Avvenire, in un articolo del 22 febbraio, svela che in rete stanno circolando almeno un paio di discorsi di papa Francesco molto belli. Peccato, siano falsi… Il Papa non li ha mai pronunciati. Nell’ultimo si sosteneva che il digiuno quaresimale non è importante. Ecco allora che le interpretazioni si sprecano. Eppure quelle parole non sono mai state pronunciate. In questo caso, meglio rivolgersi al sito della Santa Sede. Lì i discorsi del Papa ci sono tutti e integralmente. Ma il quotidiano della Cei svela anche perché non si può credere a quelle parole in modo sostanziale con un’analisi del testo che fa emergere più di una stonatura. Stiamo attenti, dunque, alle false narrazioni e non stanchiamoci di farci domande.
Cara redazione, sono un discendente di mons. Conforti. Come mai sul vostro mensile non c’è una sua immagine fissa o almeno una frase?
signor Conforti
Caro signor Conforti, è vero che non c’è un’immagine fissa che rimandi al Fondatore dei Saveriani. Ma il nostro mensile narra le vite dei figli e delle figlie di S. Conforti che come lui cercano di vedere, amare e servire Dio in tutti. E poi, mons. Conforti ci accompagna ogni mese con il suo volto nel calendario che ci auguriamo abbiate ricevuto e appeso ad una parete della vostra casa.








