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p.6 terremoto Turchia SiriaMacerie sopra le macerie. “Sembrava il giorno del giudizio; le persone erano completamente perse. C’è bisogno di tutto; i prezzi sono saliti alle stelle. Più dell'80% delle persone non può permettersi una razione sufficiente di cibo al giorno”, sono solo alcune delle prime impressioni dopo il sisma che ha colpito Turchia e Siria. Padre Jacques Mourad, monaco siriano del monastero di Deir Mar Musa e prossimo arcivescovo di Homs dei siro-cattolici, ha detto: “Mancava solo questo terremoto per riempire fino all’orlo il calice della sofferenza. Oggi passa lungo queste rovine il mistero della nostra fede. Fa freddo, c’è umidità, in tanti sono già ammalati, in tanti si ammaleranno. Ma le persone vivono e si aiutano nelle chiese, nelle moschee, sulle strade di Aleppo, nelle automobili”. Mons. Georges Assadourian, originario di Kamichlie (Siria), vescovo ausiliare della diocesi patriarcale della Chiesa armeno-cattolica di Beirut (Libano) dal 2015, è stato ospite a fine ottobre di Missione Oggi, in occasione della sua visita in Italia per l’apertura del processo di Beatificazione del card. Agagianian. Gli abbiamo scritto dopo il terremoto e ci ha risposto: “In Libano è stato molto forte, ma senza provocare la distruzione che avete visto anche voi. In Siria, però, abbiamo chiese, parrocchie e molte case distrutte. Un prete è morto; era con il suo vescovo che è stato salvato. Siamo vicini alle famiglie. Il Signore conceda la serenità e la guarigione ai feriti.  Vi ringrazio di tutto il cuore per le vostre preghiere”.

p.6 minerali Congo RDCongo RD: guerra dei minerali. L’offensiva ribelle verso Goma continua. L’M23 si trova ormai a pochi chilometri dal capoluogo del Nord Kivu, nonostante la dichiarazione dell’esercito congolese di aver respinto i guerriglieri dell’M23. La popolazione sta fuggendo in gran numero da violenze e atrocità. Non sono mancate manifestazioni di protesta della gente contro i Caschi Blu della MONUSCO e i militari della neocostituita forza dell’Africa Orientale, non in grado di garantire la sicurezza.
P. Loris Cattani, saveriano e rappresentante di “Rete Pace per il Congo”, spiega: “È importante che si parli dello sfruttamento del cobalto, occorre però allargare lo sguardo alle due provincie del Kivu, dove vengono prelevati in modo artigianale, sotto il controllo di milizie armate che si spartiscono il territorio, altri minerali, come il coltan, che vengono poi venduti sui mercati internazionali tramite il Ruanda e l’Uganda. Questi Paesi, il Ruanda in particolare, non dispongono di rilevanti risorse minerarie ma esportano quantitativi maggiori di quelli esportati dal Congo RD. Per questo, occorre adottare una legislazione internazionale più ferrea e completa per tracciare l’origine dei materiali”.

p.6 migranti bielosussia polonia muroMuri europei. Mentre gli italiani residenti all’estero nel 2022 hanno superato gli stranieri residenti in Italia (Fondazione Migrantes), mentre l’Europa è tutto un muro, duemila chilometri di barriere per fermare i migranti, dodici stati hanno chiesto fondi per costruirne di nuove, riducendo i fondi per la gestione delle frontiere e la migrazione. E la commissaria per i diritti umani di Strasburgo, Dunja Mijatović, ha chiesto al governo italiano il ritiro dei decreti sicurezza e l’interruzione del Memorandum Italia-Libia, sospendendo la cooperazione con il governo libico sulle intercettazioni in mare. Il Viminale ha risposto, difendendo la legittimità dei decreti, ma tace su Tripoli e le gravi violazioni dei diritti umani subite da rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Libia.

I missionari uccisi nel 2022. Il 24 marzo si celebra la Giornata dei missionari martiri. Nel 2022, secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, sono stati uccisi nel mondo 18 missionari e missionarie. Il numero più elevato si registra in Africa (9 missionari), seguita da America Latina e Asia. Le poche notizie sulla vita e sulle circostanze che hanno causato la morte violenta di questi 18 missionari e missionarie ci offrono immagini di vita quotidiana, anche se in contesti particolarmente difficili, contrassegnati dalla violenza, dalla miseria, dalla mancanza di giustizia e di rispetto per la vita umana. Spesso hanno condiviso la stessa sorte dei missionari anche altre persone che erano con loro. Sono testimoni e missionari della vita, con la loro vita, che hanno offerto fino alla fine, totalmente, gratuitamente, per gratitudine.

Le nomine

Vescovi d’Africa

p.6 Antonio Manuel Bogaio ConstantinoDal 13 dicembre 2022 il missionario comboniano p. António Manuel Bogaio Constantino è vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Beira. A p. Bogaio Costantino, 59 anni, papa Francesco ha assegnato la sede titolare di Sutunurca.
p.6 Koroma BobE in Sierra Leone, papa Francesco ha nominato vescovo della diocesi di Makeni in Sierra Leone don Bob John Hassan Koroma, finora Vicario Generale ed Amministratore della Cattedrale di Nostra Signora di Fatima. “Entusiasmo assoluto da parte di laici, sacerdoti, suore, religiosi e tutto il popolo di Dio” ha detto mons. Natale Paganelli, saveriano, dal 2012 Amministratore Apostolico della diocesi. “Don Koroma è un presbitero apprezzato da tutti; questa nomina è un bene per la diocesi di Makeni e per la Chiesa della Sierra Leone; siamo fiduciosi che mons. Koroma guiderà nel modo giusto il popolo che Dio gli ha affidato”. La diocesi di Makeni è grande quanto metà della Sierra Leone e nel 2022 ha celebrato il 60° anno di fondazione. Il saveriano mons. Azzolini è stato il primo vescovo, seguito da mons. Biguzzi.

Le voci ‘rosa’

Il valore delle donne nella Chiesa

Il “Glass ceiling” (soffitto di cristallo) indica, simbolicamente, il limite oltre il quale una lavoratrice non può spingere la propria carriera. Raggiunto un determinato livello, infatti, la lavoratrice si trova bloccata, circondata da barriere invisibili che impediscono o complicano la crescita in ambito professionale delle lavoratrici. Nell’omelia del 1° gennaio 2020 papa Francesco diceva che “la donna è donatrice e mediatrice di pace e va pienamente associata ai processi decisionali; perché quando le donne possono trasmettere i loro doni, il mondo si ritrova più unito e più in pace”. E sono tante le donne che in Vaticano ricoprono ruoli importanti. 
p.6 Di Giovanni FrancescaFrancesca Di Giovanni (la prima a ricoprire questo ruolo, nella foto) è Sottosegretario per il Settore multilaterale della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato. Raffaella Vincenti ricopre il ruolo di capo ufficio della Biblioteca apostolica vaticana. Ci sono poi Immacolata Incocciati, Segretario Generale della Pontificia Università Lateranense; Antonella Sciarrone Alibrandi, pro-rettore vicario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Nataša Govekar, alla guida della Direzione teologico-pastorale del dicastero per la Comunicazione; Linda Ghisoni, Sottosegretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e Commissario per lo scioglimento dei matrimoni in favorem fidei; Gabriella Gambino, sottosegretario del Dicastero vaticano per i Laici, la Famiglia e la Vita; Raffaella Giuliani Segretario dell'organismo Vaticano nella Pontificia Commissione di archeologia sacra. “Coinvolgere laici nella vita della Chiesa a tutti i livelli è un fattore importante e un segnale di possibile protagonismo da parte di tutti all’interno della Chiesa. Trovo questa attenzione molto rassicurante per tutti”, hanno detto ad Avvenire. E non mancano le donne consacrate. Suor Nathalie Becquart è sottosegretaria al Sinodo dei vescovi, Catia Summaria, promotore di giustizia della Corte d’Appello del Vaticano. A queste vanno ad aggiungersi i sei membri del Consiglio per l’Economia, nominate nell’agosto del 2020. In totale, in Vaticano, tra dicasteri, uffici e magazzini lavorano circa 1.016 donne, ovvero il 22% del personale totale. A parità di livello, il loro stipendio è uguale a quello dei colleghi uomini. 
a cura di Nicole Spini

Una storia speciale

Tee dalla Thailandia

p.6 Tee saveriana ThailandeseGiovedì 2 febbraio, nella chiesa parrocchiale di San Francesco d’Assisi, Monte Mario, a Roma, ha fatto la prima professione religiosa e missionaria, Benedetta Jongrak Donoran, conosciuta familiarmente come Tee. Tee è la prima Missionaria di Maria-saveriana di origine thailandese. “Sento tanta gioia e gratitudine per il dono della professione religiosa. La vocazione missionaria e religiosa l’ho ricevuta non per mio merito, ma come dono di Dio. Ringrazio Dio che ha mandato suo Figlio Gesù per farsi vicino a tutti noi. Ringrazio il Signore Gesù che mi ha chiamata e scelta per unirmi alla sua missione, per testimoniare e annunciare la Buona Novella dell’amore di Dio con la Famiglia delle Missionarie di Maria, che sono state per me Suo strumento. Ringrazio tutte le sorelle e i fratelli che pregano per me, mi aiutano e mi incoraggiano” (Benedetta Jongrak Donoran, “Tee”).



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