I Kayapò vi aspettano fino al 6 marzo
Quasi a conclusione della mostra dedicata ai Kayapò e allestita a San Cristo, sono tante le sensazioni e le riflessioni che si alternano mentre noi guide accompagniamo i numerosi visitatori. Avvertiamo lo stupore e le emozioni dei ragazzi che, per la prima volta, entrano nei villaggi circolari, nella fitta foresta, nelle relazioni sociali che uniscono da sempre i Kayapò.
La devastazione ambientale della foresta amazzonica è sotto gli occhi di tutti. Siamo consapevoli del danno ecologico in atto: la soia “mangia” le foreste del Mato Grosso e del Parà per arricchire i grandi produttori con il benestare di governi che scambiano per “modernità e progresso” gli attentati alla sopravvivenza dei boschi e dei fiumi, all’armonia del creato.
Alla mostra potete vedere Raoni, il grande Kayapò con il serto di piume gialle in testa, il disco labiale e il lobo dell’orecchio allungato per permettere al sapere di entrare più agevolmente nel suo intelletto. Raoni da anni si batte per la salvaguardia del suo ambiente.
Ormai invecchiato, è stato fotografato fra i grandi capi della terra alla conferenza sul clima, a Parigi. È questo personaggio il perno della nostra mostra. Se non si amano le sue azioni, non si comprende il messaggio che vogliamo inviare a tutti i visitatori. E il pubblico condivide, come testimoniano le frasi lasciate.
“Meno male che c’è qualcuno che pensa di salvare la terra; è importante conoscere modi diversi e migliori di intendere il rapporto con gli altri e con la terra; perdonatemi Kayapò”.
Grazie, cari visitatori, siete sensibili e attenti. Se tutti insieme riuscissimo davvero a chiedere perdono a questo popolo, forse si potrebbe fermare l’assalto in atto in terra amazzonica e non solo. Venite a trovarci, vi accoglieremo con gioia, avete tempo fino al 6 marzo.


.jpg)




