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Tra non molto sarà di nuovo Pasqua nella nostra chiesetta cinese. Ci pensavo il 31 gennaio davanti alla spettacolare “super moon” che sorgeva a est del complesso parrocchiale del Toasebio (zona del tempio di Dio Maestoso). Il perigeo lunare è stato incantevole, ma lo è più ancora lo splendore della Pasqua nelle sue promesse di rinnovamento umano e spirituale di questa comunità cattolica e cinese “Nostra Signora di Fatima”.

È la terza Pasqua per me qui al Toasebio, piena di promesse e sorprese. La prima è il grande afflusso alle funzioni della settimana santa, tre volte superiore alla capacità dello spazio della graziosa chiesa in stile confuciano. Abbiamo riempito la sala parrocchiale e attivato tanti ministri dell’Eucaristia, i nostri pro-diaconi e pro-diaconesse per la comunione. 
Già il mercoledì delle ceneri c’è grande partecipazione. Non so come mai, ma qui il segno sacramentale di quella croce di cenere sulla fronte bisogna proprio riceverlo. E poi lo si porta fieramente fino a sera, alla fine del digiuno e al bagno serale. Il 14 febbraio la chiesa era strapiena a tutte le quattro messe; qualcuno si è accontentato di un posto davanti alla porta della chiesa. Gli anni scorsi anche “le Palme” sono state molto partecipate, con processione dal cortile della scuola “Matteo Ricci” fino in chiesa. Palme, passione di Nostro Signore e Confessioni sono sentite come un’occasione unica, da non sprecare. Del resto, le ricorrenze annuali ai templi Buddisti e Confuciani non sono meno partecipate. Per cui, i nostri cristiani mostrano che la Settimana Santa e la Pasqua sono eventi fondamentali per loro.  

Il venerdì santo, le celebrazioni sono due: alle tre e alle cinque. Il mattino invece si svolge una Via Crucis messa in scena dai giovani della parrocchia. La Via crucis è all’aperto e si concluderà con la crocifissione in chiesa. Ogni volta cerchiamo di ottenere tutti i permessi, per interrompere il traffico quando la Via Crucis percorre la via principale del Toasebio.
È sempre un fermento di preparativi: il comitato delle feste pasquali pensa a tutto e mette in movimento i dirigenti pastorali di settore e di quartiere. I singoli cristiani si sentono in dovere di partecipare alla Messa del Crisma col vescovo e i presbiteri di Jakarta. Non manca mai all’appello l’adorazione al “sepolcro” fino all’una di notte.

C’è sempre grande traffico anche alla Veglia pasquale e non basta mai una celebrazione. Ci sono sempre circa trenta battesimi di adulti e adolescenti. Anche il giorno di Pasqua è molto intenso. La caratteristica è la Pasqua dei ragazzi della catechesi domenicale e l’Eucaristia speciale per gli anziani, che potranno anche ricevere un segno particolare di attenzione dalla comunità ecclesiale.
E come nelle precedenti esperienze c’è stata gioia. Ancora una volta rivolgo un “grazie” sentito al Risorto che mi ha voluto missionario in Indonesia e a Jakarta. Buona Pasqua anche a tutti voi.



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