Festa dei Popoli, Dalle origini al 25 maggio 2013
All'inizio era la festa dei benefattori e consisteva in alcune ore di condivisione e di gioia che volontari, amici e benefattori delle missioni passavano insieme ai saveriani della comunità di Desio, a cui si aggiungevano diversi studenti che la casa allora ospitava.
Passati gli anni, quell'appuntamento si è trasformato e ha coinvolto sempre più persone, diventando il punto in cui convergono tanti percorsi personali di fede, ma anche di amicizia tra chi ha a cuore la missione.
È necessario l'ascolto
Con i saveriani queste persone sono presto diventate l'anima e il motore dell'appuntamento. I gruppi passati dalla casa di Desio sono sempre stati attratti da questo spirito che si può riassumere in alcuni valori semplici e importanti: accoglienza, incontro, rispetto, spiritualità, fede, condivisione.
I saveriani hanno fondato lo spirito della festa dei popoli, tenendo presente il cammino dei tanti volontari. Questo spirito evangelico e di annuncio ha creato una grande spinta educativa. Le giornate erano piene di spessore culturale: momenti "laici" alternati a momenti "religiosi", in cui l'ascolto diventa necessario e indispensabile.
Gli anni sono trascorsi e la festa dei popoli ha mantenuto il suo spirito; le amicizie hanno allargato i confini, sia territoriali che spirituali. Non si può dimenticare il ricco percorso interreligioso che la comunità saveriana di Desio e la comunità pakistana hanno fatto insieme in questi anni.
Due momenti significativi
Ma sono due i momenti che spiccano nel percorso di questa festa: il primo risale al 1999 quando è stato inventato un gesto "laico", denominato "gesto della pace". Era l'anno della guerra nel Kosovo. Quel "gesto" continua ancora oggi aggiungendo sempre nuove tematiche. Il secondo momento è la preghiera di Duhar, ovvero la preghiera islamica, che si svolge nel pomeriggio.
La festa nel tempo si è posta l'obiettivo di incontrare i popoli, non solo attraverso le comunità straniere del territorio, ma anche attraverso il dialogo interreligioso, con voci e testimonianze di saveriani, di volontari, di sacerdoti fidei donum e di testimoni di speranza, pace e giustizia.
Danze e testimonianze
È bella anche la musica da tutto il mondo che anima e fa danzare di gioia giovani e meno giovani, sopra un palco che nel tempo si è allargato per ospitare i numerosi artisti che condividono con la gente la loro arte. Poi c'è chi fa giocare i bambini, dando sempre un respiro missionario e mondiale alla creatività pedagogica. E ci sono i relatori che intervengono con un occhio alle situazioni che caratterizzano il sud del mondo.
La festa dei popoli, con i missionari del mondo e i canti nelle liturgie dei continenti, è anche un punto di incontro delle numerose associazioni che offrono al pubblico la loro ispirazione e le loro proposte operative nel sociale. Dobbiamo riconoscere anche l'amicizia - mai negata - della città di Desio, della comunità cristiana e delle altre comunità di credenti.
Quel missionario... "comunista"
Sono i piccoli gesti e le parole profetiche di qualche missionario le più grandi e belle testimonianze di fede a cui abbiamo assistito. Un giorno, abbiamo visto le fotografie di un saveriano alla sua prima esperienza missionaria in Brasile. Lo ritraevano con una bandiera con falce e martello sullo sfondo. Tutti scherzammo dicendo che era diventato "comunista". Ma una missionaria saveriana riprese la battuta dicendo che tutti in quella immagine erano in marcia per i poveri del mondo: era il forum sociale di Porto Alegre.
Non mi resta che rinnovare a tutti l'invito per la festa dei popoli, edizione 2013, il prossimo 25 e 26 maggio. Vi aspettiamo numerosi!








