''Esco''… a conoscere Franco, Poesie per scoprire se stessi
Martedì 2 dicembre si è aperta a Camerano la 5ª festa del volontariato, organizzata dal Comune e dalla Rete di volontariato di Camerano. La presentazione del libro di poesie "Esco" di Franco Acciarri è stata al centro della serata di apertura.
Franco è malato di Aids e vive da un anno e mezzo alla casa alloggio "Il Focolare" di Varano (AN), una struttura gestita dall'associazione "Opere caritative francescane" di Ancona. L'associazione si prende cura di persone affette da Hiv / Aids in maniera complessiva, per un sostegno sanitario e umano della persona, in modo da poterla reinserire nella società.
"Parlateci, abbracciateli..."
Alla presentazione sono accorse tante persone spinte dalla voglia di conoscere Franco, ascoltando le sue poesie. Erano presenti anche tanti amici che già conoscono Franco: ragazzi e operatori del Focolare, fra Alvaro dei francescani e padre Carlos dei saveriani di Ancona. Fin dalla sua apertura, infatti, i saveriani sono stati presenti nella casa alloggio con attività di animazione; da due anni conducono anche momenti settimanali di preghiera e organizzano le gite.
Franco ha quasi 47 anni ed è nativo di un piccolo paese dell'Ascolano. A diciassette anni aveva iniziato a fare uso di sostanze stupefacenti. Entrato in varie comunità, non ha mai portato a termine il percorso terapeutico, ricadendo più volte nel tunnel. A ventisei anni si è sposato e dopo soli sette anni di matrimonio è rimasto vedovo. Nel 2001 è entrato a far parte della comunità di San Patrignano, uscendo completamente dalla tossico dipendenza. Ad alcune signore che al termine di un incontro gli hanno chiesto cosa potessero fare, come dovessero comportarsi con i loro figli, Franco ha risposto: "Parlateci, abbracciateli e date loro un bacio".
Che cos'è la libertà?
Secondo l'arcivescovo di Ancona-Osimo, mons. Menichelli, in Franco possiamo trovare una vera e grande testimonianza di resurrezione. "Questa persona si è messa a nudo di fronte a noi e ha diritto al rispetto". Poi, ha rivolto una domanda a Franco: "Sei più libero adesso o ieri?". Lui ha risposto: "Adesso!".
Agli occhi dell'arcivescovo questo suo stato deriva dall'aver compiuto, scrivendo un libro di poesie, ciò che era bene per lui e per gli altri. "La libertà non è faccio quello che mi piace, ma scelgo il bene mio e degli altri - ha affermato l'arcivescovo - Oggi la società induce le nuove generazioni a fare ciò che vogliono, e non educa a dare piccole regole di libertà. La libertà non nasce dal cielo; è frutto di un impegno comune, collettivo, e di fatica".
L'augurio a Franco è che trovi in questa esperienza nuovo entusiasmo, per continuare a credere che la sua vita vale veramente la pena di essere vissuta, anche nella fatica. E con Franco, tanti altri giovani di oggi.








