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È Natale anche in Giappone: Commozione ...giovani allieve

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Natale in Giappone è un giorno qualsiasi, in cui la gente va al lavoro ed è molto occupata nel portare a termine gli impegni dell'anno vecchio e prepararsi per l'anno nuovo, che è la festa più sentita del calendario giapponese. La si celebra con cinque giorni liberi dal lavoro e dalla scuola. A capodanno la gente affolla i templi scintoisti per invocare la protezione degli dei sul nuovo anno. In casa, seguendo le antiche tradizioni, si passa il tempo nell'intimità familiare, si gode nel ricevere tante cartoline di auguri da amici e conoscenti, si gustano i cibi tradizionali di stagione.

Il Natale in casa e a scuola

Ma il Natale non è completamente ignorato. I negozi sfoggiano alberi di natale, "santa closu" ("babbo natale") e svariati dolci e regali natalizi. In casa o tra amici, si taglia il dolce natalizio e si scambiano i doni. Anche questa è un'occasione per godere un po' di serenità, che aiuta a sopportare la monotona vita quotidiana. Molta gente però non si accontenta di questo e va in chiesa per la Messa di mezzanotte, che qui viene celebrata verso le sette di sera. È l'unica occasione dell'anno in cui le chiese sono gremite di gente cristiana e non cristiana.

Le due scuole dove io insegno hanno le vacanze invernali, dal 17 dicembre al 7 gennaio. Prima di iniziare le vacanze le scuole cattoliche festeggiano il Natale, anticipandolo di qualche giorno. Ogni scuola ha il suo modo particolare di festeggiare questa solennità, a seconda del tempo che hanno a disposizione per prepararla. La scuola che secondo me fa le cose con più impegno è la scuola Yuri.

Ve lo descrivo brevemente.

Lo "spettacolo" della scuola

Viene organizzato uno spettacolo di due ore e mezzo nel grande auditorium della scuola, due volte nello stesso giorno, per dare la possibilità a molti di partecipavi. Lo spettacolo è in tre parti intercalate da brevi concerti di violino, campane elettroniche, corali a più voci e danze moderne, eseguite dalle allieve stesse.

Nella prima parte, il gruppo drammaturgico della scuola superiore mette in scena un episodio del vangelo. L'anno scorso hanno sceneggiato la donna peccatrice, che Gesù ha salvato dalla lapidazione. Quest'anno rappresentano la conversione di Paolo, da persecutore a propagatore della fede cristiana.

Nella seconda parte le varie classi, dalla prima media alla terza liceo, espongono il risultato delle loro ricerche interdisciplinari su temi importanti: la preziosità della vita, la situazione ambientale, la pace, l'assistenza sociale, le relazioni internazionali e l'indipendenza personale. Le relazioni sono interessanti, di facile comprensione e soprattutto legate al messaggio cristiano.

Il messaggio nel cuore

Nella parte conclusiva si celebra la nascita di Gesù. Due chierichette portano le candele, altre due leggono i brani evangelici dell'annunciazione e della nascita del Salvatore. Io faccio l'omelia: in cinque minuti cerco di lasciare nel cuore di tutti il messaggio conclusivo della rappresentazione. La corale intercala la liturgia con canti natalizi tradizionali a più voci. Il più commovente è quello finale, che strappa applausi a non finire dall'assemblea. È il famoso "Alleluya" di Hendel, cantato in inglese a quattro voci.

È un pezzo difficile e per impararlo utilizzano il breve intervallo del pranzo per un mese intero. Le ragazze ce la mettono tutta e quando arrivano a quella sera alcune scoppiano in pianto. È un pianto di commozione e di gioia, per aver offerto a Gesù e agli ascoltatori l'espressione migliore della loro buona volontà.

In conclusione si può dire che il Natale in Giappone, anche se non è riconosciuto come festa nazionale, è però sentito come festa cristiana a cui liberamente si aderisce con la spontaneità del proprio cuore.

Colgo l'occasione per augurare a tutti gli amici di "Missionari Saveriani" buon Natale e felice anno nuovo.



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