“Dio è stato buono con me”
Cari amici di “Missionari Saveriani”, spero che stiate tutti bene. Sono passati quasi sei mesi da quando sono partito da Parma e sono tornato a casa, in Brasile. Da allora non mi sono mai fermato. Che cosa ho fatto? Prima di tutto, mi sono preparato a ricevere il sacramento del sacerdozio.
Sono stato ordinato prete il 12 novembre scorso, al palazzetto dello sport, che per l'occasione si è trasformato in una grande chiesa. Una cerimonia semplice, ma ben curata, dalla preparazione dell'ambiente alla liturgia con il rito e i canti molto coinvolgenti. C'erano almeno 3.500 persone. Dopo la cerimonia, abbiamo continuato la festa all'aperto. La mattina di domenica 13 novembre, ho celebrato la mia prima Messa. È stato un momento di grande gioia, qualcosa di indescrivibile: rendere presente il Cristo Risorto in mezzo al popolo, come cibo e bevanda di vita eterna!
Davvero, “il Signore non poteva essere più buono con me”.
Un tempo di grazia
È stato veramente un tempo di grazia. Non solo per me, ma anche per la mia famiglia, per la comunità saveriana, per la chiesa locale di Piraju, e anche per tante comunità cristiane sparse in questa nazione gigante che è il Brasile. Dico questo pensando alla gente che siamo riusciti a raggiungere tramite la televisione cattolica, diffusa su tutto il territorio nazionale.
Ho visitato le dodici comunità che compongono la nostra parrocchia di San Sebastiano. Dopo vari anni, ho incontrato la mia gente: persone conosciute o meno, amici di infanzia, compagni di scuola, amici con cui ho condiviso un po' del mio cammino spirituale e vocazionale. Ho incontrato tanta gente assetata di Dio, desiderosa di camminare con il Signore, giovani che testimoniano il vangelo con il loro esempio di vita cristiana.
Tutto è dono, anche la mia vita
Provo ancora gioia, ripensando a quei momenti carichi di emozioni. Ma provo soprattutto un'immensa gratitudine a Dio per avermi scelto come suo collaboratore per annunciare il suo regno nel mondo. Estendo questa gratitudine anche alla mia famiglia. Papà dal cielo, sicuramente, ha accompagnato tutto e ha aiutato la mia anziana madre che ha “resistito” a tutte quelle forti emozioni.
Non posso dimenticare la famiglia saveriana che mi ha accolto come figlio e che, in tutti questi anni di formazione, ho imparato ad amare. Mi ha aiutato a crescere nell'amore verso Gesù e verso i fratelli e le sorelle, curando la mia formazione. Tutto è dono! Perciò anche la mia giovane vita diventi un dono, per sempre, alle sorelle e ai fratelli sparsi nel mondo.
Una vera festa tra amici
Ho sentito vicino a me la chiesa di Parma e tutte le persone conosciute in questi anni in Italia, anche se fisicamente eravamo lontani più di diecimila chilometri. Ho provato un'altra grande gioia quando ho ricevuto la visita di un giovane amico della parrocchia di Cristo Risorto dove, per ben quattro anni, ho svolto il mio tirocinio pastorale. Anche questo è segno dell'amicizia e dell'amore che, con la grazia di Dio, siamo riusciti a spargere.
Un altro gruppo di persone che mi è stato molto vicino sono gli amici del GAMS. A tutti voglio dire: grazie! Ora un “fiorellino” del vostro giardino è cresciuto e si prepara a partire per la missione e a spargere il profumo del vangelo di Gesù Cristo. Fra qualche giorno dovrò ricominciare tutto daccapo. Questa è la vita del missionario, ed è sicuramente una vita bella, tutta a servizio del regno di Dio.
Vi saluto con l'abbraccio della pace e vi assicuro la mia preghiera. Anche voi pregate per me.








