“Dio creativo e generoso con me”
Venerdì 5 giugno, Festa del Sacro Cuore di Gesù, la famiglia diocesana di Forlì-Bertinoro, ha celebrato, insieme al suo vescovo Livio Corazza, gli anniversari di Ordinazione di vari presbiteri. Tra questi c’erano anche due Confratelli della comunità saveriana di San Pietro in Vincoli: p. Luigi Brioni, ultimo arrivato, con 65 anni di sacerdozio, e p. Ivano Marchesin con 60 anni di sacerdozio.
Abbiamo chiesto loro di condividere qualcosa del percorso di tanti anni di cammino, qualche sentimento ed emozione.
Sono molto grato a tutti i miei confratelli Saveriani per il ricordo e la celebrazione del mio 60° anniversario di ordinazione presbiterale, avvenuta il 22 gennaio 2026 negli Stati Uniti d’America.
Sono profondamente consapevole che Dio, Trinità di Amore Eterno, sia stato incredibilmente generoso con me per tutta la vita. Avevo appena tre mesi quando mia madre, certa che sarei morto, chiese a mio padre di chiamare il parroco per venire a benedirmi. Quando il parroco arrivò e mi vide, disse immediatamente: “Il neonato non è morto. Diventerà un sacerdote!”. Avevo sentito parlare di questo episodio, ma mia madre me lo confermò soltanto dopo la mia ordinazione. In seguito, quando espressi il desiderio di entrare nel seminario minore dei Francescani, il mio parroco rispose: “No! tu diventerai un Saveriano. Io sarò colui che ti metterà in contatto con loro!”.
Devo onestamente ammettere che Dio, Padre Eterno ed Amorevole, non poteva essere più creativo, sorprendente e generoso con me per tutto il corso della mia vita e il mio ministero missionario. Fin dall’inizio, i miei padri spirituali e formatori mi hanno aiutato e guidato a divenire sempre più consapevole che Dio è unità di Amore, vita di Amore, missione di Amore, sempre e ovunque.
Dopo gli anni di studio e formazione, vissuti principalmente negli Stati Uniti, mentre portavo avanti il mio servizio missionario in Colombia, le Suore di Madre Teresa di Calcutta mi chiesero di stare con Madre Teresa e di accompagnarla negli incontri con le persone che avrebbe avuto durante il suo soggiorno in Colombia. Il mio servizio era quello di tradurre per lei dallo spagnolo all’inglese e poi dall’inglese allo spagnolo. Mentre passavamo da un posto all’altro abbiamo avuto la possibilità di parlare molto. Madre Teresa, all’epoca già molto sofferente, mi descrisse quello che lei chiamava ‘la vera storia della sua vita’ in modo diverso da come altri ne parlavano. Era sorpresa dal fatto che per molti anni non avesse sperimentato alcun tipo di gioia. Provai a dirle che per Gesù noi tutti siamo un’opportunità unica di rivivere la sua stessa vita, in ciascuno di noi, di sperimentare tutte le sue sofferenze, inclusa l’esperienza dolorosa dell’abbandono da parte di suo Padre. Dopo alcuni attimi di silenzio, Madre Teresa mi rispose: “Se Lui è Gesù in me, devo stare con Gesù solo con un sorriso!”.
Nella mia vita, come discepolo di Gesù, come Saveriano e presbitero, mi sforzo di ricordare sempre quelle sue parole: stare, vivere e servire con Gesù e in Gesù, per essere come Gesù, certi che gentilezza, bontà, un sorriso, una presenza amorevole producano molti frutti sorprendenti.







