Dal diario di viaggio di un missionario innamorato
Padre Gianni Zampini, direttore della "Libreria dei popoli" a Brescia, è stato missionario in Colombia per quasi dieci anni. Richiamato in Italia nel 1990, sono state poche le occasioni avute per tornarvi, anche solo per salutare amici, confratelli e comunità cristiane nate e cresciute anche grazie alla sua dedizione pastorale. Quest'estate, però, ha abbandonato bollette, ordini e scatoloni di libri per riscoprire il gusto del viaggio oltre l'oceano e visitare il grande Paese che si affaccia sull'Atlantico e Pacifico.
È partito con l'amico e concittadino Paolo Bottura, animatore di gruppi biblici e dilettante fotografo, anche lui di Bussolengo, una cittadina alle porte di Verona, quasi gemellata con la Colombia. Tra tanti impegni, visite e spostamenti Gianni e Paolo - Juan y Pablo, in versione colombiana - hanno trovato il tempo per scrivere un diario del viaggio, tappa dopo tappa - Cali, Buenaventura, Medellín, Bogotá, Cartagena -, inviando per e-mail notizie, racconti ed emozioni dell'avventura colombiana durata un mese.
Pubblichiamo una parte di questo lungo racconto.
Dalle parole dei due inviati speciali, infatti, si possono capire meglio situazioni e caratteristiche, difficoltà e punti di forza del popolo colombiano. Il loro racconto è utile soprattutto per "interpretare" le realtà in cui i missionari saveriani lavorano, impegnati nel sostegno ai poveri, nell'animazione missionaria e nella formazione di giovani aspiranti missionari. Ed è proprio la gente la vera sorpresa di questo diario: i sorrisi di tante persone, spesso costrette a vivere in condizioni difficili, sono la cartolina più bella della Colombia.
Al missionario viandante è rimasto però il magone di non poter rispondere "sì" a tutti coloro che gli hanno chiesto: "Padrecito, te quedas con nosotros? - Caro padre, resti qui con noi?".








