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Corrispondenza: Dal Congo, Giappone, Brasile e Italia

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Progetto "Vi siamo vicini"

Mesi orsono "Missionari Saveriani" ha lanciato la Campagna "Vi siamo vicini" in favore dei Centri di Accoglienza per bambini abbandonati. Molti dei tuoi lettori si sono fatti presenti con aiuti concreti, che, con nostra meraviglia, continuano tuttora ad arrivare. Ed è una vera Provvidenza, dal momento che la situazione qui in Congo è tutt’altro che tornata alla normalità. L’arrivo dei profughi continua e il numero dei bambini rimasti orfani è in aumento. Ringrazia a nome nostro i tanti amici che si sono mostrati sensibili al problema e continuate a… starci vicini.

  • p. Giuseppe Crippa, Congo

Dal lebbrosario di Keiainem

Ho visto con molto piacere che hai pubblicato sul tuo giornale le esperienze da me vissute tra gli ammalati del morbo di Hansen. Ho mostrato loro la pagina e la foto che li ritrae in preghiera nella cappella del lebbrosario: ne sono stati felici, orgogliosi di sapere che possono contare su amici che da tanto lontano pensano a loro. Vi ringraziano, ed io con loro.

  • p. Renato Filippini, Giappone

Cresime a Campinas

Quest’anno in parrocchia ho avuto la fortuna di "dare la Cresima", proprio come un vescovo. Il gruppo dei ragazzi e degli adulti era troppo numeroso: 171! E così l’arcivescovo di Campinas, mons.Gilberto, mi ha chiesto di aiutarlo. Al termine della funzione, durata quasi due ore, don Gilberto ha esclamato: "Abbiamo fatto il bel tutto senza fretta e complicazioni!". Ma la cosa più bella è stata la raccolta delle testimonianze durante la preparazione alla festa! Uno dei padrini, uomo semplice, povero, uno di quelli per la cui apparenza non daresti quattro soldi, durante la confessione arrivò a dire: "Ho capito che il vero significato della mia vita sta nell’amare e servire!".

Uno dei cresimandi, sedici anni, affermò con semplicità: "In questo mese ho incontrato molte difficoltà; ma ringrazio lo Spirito Santo, perché mi ha fatto capire che le difficoltà mi hanno fatto avvicinare di più a Gesù!". Una catechista: "La mia sfida quotidiana è amare in modo tale da accogliere l’altra persona dentro il mio cuore!". Prima e durante il mese di maggio ho cercato di diffondere il Rosario Missionario nelle undici Comunità che compongono la parrocchia di s.Michele Arcangelo del Matão. L’accettazione e l’interesse sono andati oltre ogni favorevole previsione. È un segno di speranza constatare che alcune famiglie continuano nella preziosa tradizione della recita quotidiana del Rosario ed altre si sforzano di riprendere questo significativo costume.

  • p. Giovanni Murazzo, Brasile

I cinesini che non ci sono più

Caro direttore, la ringrazio per la sua risposta, che ho molto gradito. Ora, vorrei dirle una cosa che tanto mi sta a cuore. Il mio nonno paterno, quando frequentava l’asilo dalle suore di san Carlo di Parma, offriva ogni mese qualche soldino ad un piccolo salvadanaio sul quale un cinesino, abbassando la testa, ringraziava. Era un’offerta per i piccoli orfanelli raccolti dai primi missionari del Beato Conforti nelle missioni in Cina. I Saveriani di p.Rastelli davano ai bimbi, battezzandoli, anche il nome dei benefattori; e fu così che anche il nonno diede il suo nome Egidio ad un cinesino. La nonna Iolanda Conforti, nipote del Beato, si era impegnata per la formazione di un giovane missionario e ne andava fiera. Certamente queste piccole opere saranno ancora vive, ma sarebbe bello che "Missionari Saveriani" avesse a ricordarle. I mutilatini di Napoli, un giorno, ricevendo una visita importante scrissero: "Benedette le mani che scrivono per noi". Grazie, caro direttore, per il suo lavoro all’opera del Beato Conforti. Io le mando un piccolo assegno, del premio che ho ricevuto a scuola.

  • Laura Manganelli Conforti, Roma

* Risponde Padre Ettore

I cinesini che, ad ogni moneta che cadeva nella scatola di legno, inchinavano la testa in segno di ringraziamento sono scomparsi da tempo nei nostri negozi sempre più ricchi di costosa mercanzia, spesso inutile e superflua. Per fortuna, ci sono ancora tanti genitori che educano i loro bimbi alla sobrietà e alla solidarietà. Il gesto di Laura ci conferma che ci sono ancora tante luci tra noi. Grazie, piccola amica!

p. Ettore, sx.



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