Che bello dialogare!
Perché praticare il dialogo tra uomini e donne di perse religioni e culture? Le motivazioni sono tante e perse: per necessità o opportunità, per costruire la pace; come segno dei tempi o come missione... Si può vedere il dialogo da vari punti di vista.
Anche in Italia sono nati vari focolari o laboratori del dialogo, secondo il bisogno che la gente ha e sente di incontrarsi. Infatti, è difficile immaginare una sorta di "centrale del dialogo", sotto una guida ufficiale e unificata, perché il bisogno di incontrarsi non è delegabile alle sole istituzioni. Ad alcuni di questi laboratori di pace e di amicizia, di riflessione e di confronto, partecipano anche i laici saveriani.
In questi anni si sta passando dalla conoscenza reciproca alla conpisione di valori.
Un salto ulteriore avverrà quando riusciremo a conpidere le amicizie, i rapporti reciproci, le esperienze di vita quotidiana tra credenti di varie religioni. Un dialogo, cioè, che non coinvolga solo i rappresentanti delle comunità ma le comunità stesse. Inoltre, sull’onda della necessità, è stato privilegiato il confronto con l’islam. Nei prossimi anni sarà opportuno ricercare il costante confronto anche con fedeli di altre religioni presenti in Italia.
Qualcuno teme per la nostra "identità".
Ma accettare le varie identità, la libertà religiosa, il rispetto della vita umana non riducono la propria identità; la arricchiscono. A volte capita che si parli di questioni di fede e di religione alla stregua dei ragionamenti da bar dello sport, senza nutrire profondo rispetto né per la propria fede né per la fede altrui. La superficialità e il pregiudizio non fanno altro che il gioco di quanti parlano di Dio pensando ai propri affari.
Il dialogo interreligioso spinge ciascuno a scendere più giù, a scavare il proprio rapporto con Dio, per gustarne l’amore. Non serve dunque mettere tutto e tutti nello stesso piatto, né fare di ogni erba un fascio, né cucinare un minestrone combinato. Dobbiamo piuttosto cercare di creare tutti insieme, con l'aiuto dello Spirito e realisticamente, una comunione nuova tra comunità multi religiose.
Il regno di Dio, infatti, non è una prospettiva che riguarda solo i cristiani, ma l’intera umanità.
I tempi che viviamo ci fanno comprendere che il regno di Dio è vicino: nei luoghi di lavoro e sui banchi della scuola, uomini donne e bambini di fedi perse si incontrano.
Incontriamoci in fraternità, per comprimere ogni forma di violenza.
È possibile destinare il 5 per mille dell'Irpef all'Associazione Laici Saveriani ad-Gentes Onlus, sui moduli CUD 2007, UNICO 2007, 730/1-bis 2006.
- Basta scrivere sul modulo il codice 95073720658 (senza il nome) e firmare.








