Capolavoro della vita, Vi presento… me stesso
Cari amici, anche quest’anno la comunità saveriana di Ancona si è arricchita di nuovi volti che vogliamo presentarvi. E inizio proprio io.
Sono Davide. Sono nato a Cagliari nel 1983. In famiglia siamo cinque: papà Giovanni, mamma Fernanda, il fratello Gianluca, la sorella Cinzia e io, che sono il più piccolo.
Ho conosciuto i saveriani a Cagliari quando frequentavo le scuole medie, grazie a una ragazza della mia parrocchia che ora è missionaria di Maria, saveriana. Si chiama Valentina Gessa e attualmente è missionaria in Thailandia. Su suo invito, ho partecipato ad alcuni incontri per ragazzi delle scuole medie e poi a un campo scuola estivo. Gli incontri erano animati da un giovane saveriano, p. Sergio Galimberti detto Libi.
Mi sto preparando alla vita missionaria
Mi sentivo attratto dalla vita missionaria. Così, nel 1997, all’età di 14 anni, sono entrato nella casa apostolica di Cagliari, come aspirante missionario. Qui ho vissuto per sei anni, frequentando le scuole superiori. Gli ultimi due anni ho visitato regolarmente l’ospedale “Santissima Trinità” di Cagliari e ho aiutato come animatore nella mia parrocchia in città.
Dopo il diploma, nel 2003, mi sono trasferito nella comunità di Desio (MI) per proseguire il cammino di discernimento e fare gli studi del biennio di filosofia. In questi due anni ho prestato il servizio pastorale presso l’ospedale di Desio e con il gruppo giovanile “Sequela”, un gruppo di discernimento vocazionale che si riunisce regolarmente nella nostra comunità.
Terminati i due anni a Desio, ho fatto nuovamente le valigie per trasferirmi ad Ancona. Dal 3 settembre ho iniziato il noviziato. È un periodo importante per crescere in maturità umana e per approfondire la mia scelta vocazionale. Così mi preparo meglio a consacrarmi alla vita religiosa e missionaria. Accompagnatemi con la vostra preghiera.
I miei due grandi amici
Ciò che in questi anni di cammino mi è rimasto nel cuore è la testimonianza di due ammalati dell’ospedale di Cagliari. Sono due miei grandi amici e maestri di vita. Sono affetti dal morbo di Hansen, dalla lebbra. Nonostante il dolore per la malattia e la sofferenza fisica, nonostante il loro stare per anni e anni sempre in quell’ospedale, nei loro volti ho sempre visto il sorriso. Hanno saputo regalarmi tante volte quel loro sorriso e ancora oggi lo regalano a tante altre persone.
È una bella testimonianza di vita e di missione nella sofferenza.
Questo è anche l’augurio che faccio a ciascuno di voi: nonostante le difficoltà che incontriamo nella vita, nonostante le sofferenze che ci possono colpire, nonostante le delusioni e le cadute, continuiamo ad avere fiducia in Dio e a sorridere.
Abbandoniamoci nelle sue braccia, lasciamoci plasmare e amare da lui. Così, come ha detto il papa Paolo VI, potremo fare “della propria vita un capolavoro”: un vita fondata saldamente sulla roccia dell’amore, che è Cristo.








