Beato chi ha fame! - Il presepio dell’umanità d’oggi
A Natale, costruendo il presepe facciamo memoria dell’incarnazione di Dio in mezzo a noi. Lo facciamo anche nel santuario della Madonna della Grazia a Gallico, ma cerchiamo di suscitare in chi lo visita la riflessione e la coscienza missionaria. Il gruppo dei giovanissimi “Non solo gioco” e il coro “Gioia di vivere” si sono impegnati a preparare il presepe del 2004. Sono stati bravissimi e diciamo loro “tante grazie!”.
La fame e l’Eucaristia
Abbiamo voluto seguire il tema della giornata missionaria mondiale, “Fame di pane, fame di Dio”. È stata una vera sfida, perché dovevamo armonizzare la rappresentazione del presepe con l’esigenza di far conoscere meglio il drammatico problema della fame nel mondo. Il problema ci interpella, perché è proprio Gesù che ci dice: “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati”.
È una beatitudine che manifesta il regno di Dio sulla terra, come ce lo ha rivelato Gesù.
Stiamo anche vivendo l’anno dell’Eucaristia, con la consapevolezza che Gesù è il centro della nostra vita e del nostro lavoro. Perciò abbiamo pensato di allestire il presepe nella cappella del Santissimo Sacramento, proprio per affermare che la risposta alla fame esistenziale che c’è nel mondo è Gesù vivo e presente in mezzo a noi.
Quattro tipi di fame
Seguendo il libro-guida dell’infanzia missionaria, abbiamo affidato ai giovani quattro aspetti che possono riassumere i vari tipi di fame che esistono al mondo: la fame di chi non ha cibo; la fame di chi non ha cultura; la fame di chi subisce ingiustizia; la fame di chi non ha libertà religiosa. Il libretto è stato di grande aiuto per la riflessione e per il lavoro con i ragazzi. Abbiamo chiesto loro di produrre quattro cartelloni, semplici e chiari, come sfondo del presepe: il titolo, un’immagine, una frase biblica, una preghiera.
I cartelloni sono stati portati in santuario e utilizzati per dare il significato missionario al presepe allestito con l’aiuto del coro. La scritta centrale è presa dal vangelo di Giovanni: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo”. Gesù è venuto in mezzo a noi per saziare ogni fame; egli è il pane che dà la vita eterna a noi e all’umanità intera. I colori missionari, messi davanti alla culla del bambino Gesù con Giuseppe e Maria, significano che Gesù è venuto per tutti i popoli e vuole saziare ogni persona.
Insieme diamoci da fare
In altri due cartelloni sono stati disegnati cinque modelli di case dei cinque continenti, per dirci che Gesù vuole entrare nelle case di tutto il mondo. Intorno, i bambini si danno la mano per “fare del mondo una sola famiglia”, come vuole Dio Padre che ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio; ed egli è venuto e ha messo la sua tenda in mezzo a noi.
La fame, che ognuno di noi ha di Dio, possa farci scoprire la bellezza della sua Parola incarnata, perché il vero cibo per tutti è la condivisione fatta nell’Eucaristia. La parola di Dio ci aiuta a incontrare Gesù Cristo, “pane di vita”. Lui è l’unico cibo che apre la nostra vita al futuro, alla speranza e alla gioia.
Uniti a lui e con la forza del suo cibo, possiamo vincere ogni male che c’è nel mondo.







