Anche la terra ha sete, Proteggerla è compito di tutti
L'emergenza siccità in Amazzonia e in Africa, causata dal surriscaldamento del pianeta, è una realtà nota a tutti. Secondo gli esperti, il 2005 sarebbe stato l'anno più caldo degli ultimi 150 anni. Quindi non c'è da stupirsi se il bacino del Rio delle Amazzoni, che disseta la più grande foresta del mondo, è messo in difficoltà dalla scarsità delle piogge. La siccità ha fatto evaporare intere lagune, divampare incendi, morire pesci e rovinare raccolti, aumentare malattie e impoverire ancora di più l'economia degli abitanti.
Situazione d'emergenza
Il governatore dell'Amazzonia, a ottobre 2005, ha decretato lo stato di calamità. Anche altri Stati confinanti come Perù, Bolivia e Colombia sono stati gravemente colpiti dalla siccità e hanno organizzato operazioni di soccorso, mai fatte prima, trasportando e distribuendo cibo, medicine e altri generi di prima necessità. Anche in passato c'erano stagioni in cui pioveva poco, ma non si era mai vista una tale diminuzione del livello delle acque nei fiumi come quella dell'anno scorso. È stato davvero un fenomeno senza precedenti, un'emergenza.
Per gli scienziati, la siccità molto probabilmente è causata dall'innalzamento della temperatura della terra e delle acque. Questo avrebbe provocato lo scioglimento del 40 per cento dei ghiacciai perenni dei poli artici e scatenato perfino l'uragano “Katrina”, di cui abbiamo visto in Tv le drammatiche immagini.
Un mondo avvelenato
Gli studiosi stanno cercando ancora le ragioni dell'innalzamento della temperatura. Per molti di loro la causa è l'emissione dei gas serra nei Paesi più industrializzati che continuano a dilapidare l'ambiente usando in modo improprio risorse, acqua ed energia; diffondono inquinanti solidi, liquidi e gas, producendo rifiuti tossici e causando gravi danni al territorio. Mettono così a repentaglio la salute delle persone, soprattutto di quelle più deboli, come i bambini.
Si comincia a parlare con coraggio della tragica possibilità di un “olocausto ecologico” che potrebbe prendere sempre più piede nel mondo. Quello che si riferisce agli animali e all'ambiente è stato chiamato da Fox con la parola “agricidio”, che letteralmente significa “uccidere il suolo” con diserbanti e materiali chimici. Queste sostanze sono molto pericolose per la salute del terreno, che può venire colpito e ucciso così come qualsiasi altro essere vivente che in esso vive. Poco importa che tale “agricidio” sia commesso in buona fede, “senza piena avvertenza e deliberato consenso”. Può portare a danni irreversibili che compromettono le possibilità di vita delle prossime generazioni.
Le soluzioni esistono
Bisognerebbe cercare di muoverci velocemente verso uno sviluppo sostenibile, che garantisca i bisogni del presente senza compromettere le potenzialità delle generazioni future.
L'ecologia non è più una semplice parola di moda , riservata agli esperti. È purtroppo un problema urgente con cui tutti gli uomini si devono misurare e confrontare, prima che sia troppo tardi. La terra è malata per colpa di chi la abita, soprattutto di coloro che sono senza scrupoli. Non bastano medicine palliative e anestetizzanti. Occorrono cure radicali, che non possono più essere ritardate.
Ci vuole una vera rivoluzione etica, la sola capace di cambiare l'attuale irresponsabile corsa della vita verso... l'olocausto.








