Amicizia e solidarietà
Famiglie e missionari, unico ideale
Da cosa nasce cosa... un’amicizia tira l’altra... Sono detti che possono tradursi in un’esperienza di vita, simpatica e piena di calore umano e cristiano, com’è accaduto per la storia che vi voglio raccontare.
Dai banchi della scuola
Il prof. Mario Carraro conosce i missionari saveriani di Zelarino fin da quando in questa comunità venivano formati i giovani alla missione. Infatti, ha insegnato lettere e musica a molti studenti presso l’istituto magistrale parificato fino alla sua chiusura nel 1990. Padre Martino Roia, oggi missionario in Asia, ha sempre avuto un rapporto di amicizia profonda con la famiglia del prof. Carraro, di cui era stato allievo.
Il figlio del professore, Andrea Carraro, ha sposato Silvia, una sua compagna di studi. Tra gli amici del liceo c’è anche Michele Trabucco che, dopo l’esame di maturità, entra in seminario e diventa sacerdote. Proprio don Michele celebra il loro matrimonio, mentre p. Martino è già lontano, nel cuore dell’Asia, sulle orme dei grandi missionari a continuare idealmente la presenza dei primi saveriani inviati in Cina dal beato Guido Conforti.
La missione condivisa
Per ragioni di lavoro Silvia si reca in Cina, dove p. Martino svolge la sua silenziosa missione. Lo va a trovare e nota subito l’apprezzamento che la gente ha per questi europei che dedicano tempo ed energie alla cura e al reinserimento nella società di bambini portatori di handicap. Questo “incontrarsi all’estero” tra connazionali, per di più già legati da rapporti familiari, ravviva l’amicizia.
Silvia sente nascere in sé un forte desiderio di condividere quell’ideale di servizio al prossimo che anima la testimonianza di p. Martino e dei suoi collaboratori. In seguito, anche il marito Andrea incontra p. Martino nel centro di riabilitazione da lui diretto. La sua opera umanitaria va aiutata. C’è bisogno di pavimentare a parquet il salone usato per la rieducazione dei bambini handicappati.
Intanto p. Martino ha una collaboratrice: suor Agnese Chiletti, una saveriana fisioterapista di professione, che ha già lavorato in Sierra Leone, dove era stata rapita dai ribelli per qualche mese. Dopo il ritiro dalla missione in Africa, suor Agnese ha affrontato con coraggio questo nuovo servizio per i fratelli meno fortunati in Cina. È cambiato il colore della pelle, ma è sempre la stessa umanità ferita che ha bisogno di cure e di amore.
Il regalo del battesimo
Ben motivati dall’esperienza in Asia, dopo l’incontro con p. Martino e la sua squadra, Silvia e Andrea Carraro festeggiano con parenti e amici il battesimo del loro bambino Federico. È ancora l’amico don Michele a celebrare il battesimo. I genitori, però, chiedono agli invitati di non fare regali al piccolo, ma di offrire una somma per la realizzazione del “progetto salone di rieducazione” di p. Martino in Cina.
Il coro “Carpinetum”, diretto dal prof. Mario Carraro, nonno doppiamente felice, accompagna la cerimonia con canti appropriati, mentre gli stessi coristi si impegnano a contribuire al progetto. Viene lanciata anche una campagna per le adozioni a distanza, una forma di solidarietà oggi apprezzata da uomini e donne di buona volontà.
Questa bella storia, che nasce da valori condivisi, dimostra che per diffondere il regno di Dio non bastano le buone intenzioni. I gesti di responsabilità verso gli altri continuano nell’umanità di oggi lo stile di Gesù che ci invita a seguirlo come discepoli.







