A Roma, per la Sierra Leone
Da alcuni mesi sono a Roma, dopo gli anni trascorsi a Londra. Mi è stato chiesto di curare la pagina romana del nostro mensile "Missionari Saveriani". Lo faccio volentieri, anche perché così i nostri lettori possono sapere chi siamo e cosa facciamo nelle due comunità saveriane a Roma: la "direzione generale" in viale Vaticano e il "collegio Conforti" in via Aurelia.
Ogni tanto preparo anche notizie o commenti per le agenzie missionarie, come Fides. Allo stesso tempo, quando possibile, faccio un po' di attività pastorale per avere sempre presente la missione che il Signore mi ha affidato per diffondere il vangelo nel mondo.
Ma il mio impegno principale, e lo scopo di questo mio ritorno a Roma, è completare e ordinare la ricerca, iniziata a Londra, sugli antichi documenti storici che ci permettono di conoscere meglio i personaggi e i lunghi e faticosi passi fatti nell'evangelizzazione in Sierra Leone.
Questa nazione dell'Africa occidentale, che è tuttora economicamente l'ultima del mondo, mi ha ospitato per diversi anni come missionario, e mi affascina tuttora. Ho già scritto un volume su "Sierra Leone - Quattro secoli di evangelizzazione" (EMI 2002, pagine 638, euro 28). È la prima storia completa in lingua italiana della chiesa sierraleonese, dalle prime comunità cristiane fondate dai gesuiti nel 1605 all'attuale sviluppo della chiesa locale, con l'apporto dei saveriani che vi lavorano dal 1950.
Ora si tratta di raccogliere e ordinare i vari documenti storici, per poi metterli disposizione di enti e centri di ricerca, e in particolare offrirli alla chiesa e ai missionari in Sierra Leone. È un lavoro paziente e richiede concentrazione; ma è utile, perché tutti possano conoscere questa importante documentazione storica.








