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Alla fine di aprile gli alunni del liceo scientifico "Da Vinci" sono stati ospiti dei saveriani di Salerno per visitare la mostra "C'era un volto". È stata una giornata particolare, non la solita vacanza per evitare le ore in classe, ma un modo diverso di fare lezione. Gli insegnanti di religione e fisica, che hanno accompagnato gli studenti, hanno spiegato loro che sarebbe stata una giornata all'insegna della spiritualità, ma soprattutto piena di riflessione.

Gli adolescenti devono abituarsi a un ritmo di vita meno frenetico, a mettere in primo piano l'ascolto del prossimo, vicino di casa o comunque una persona lontana a noi sconosciuta. Ci ha accolto un giovane missionario che ci ha spiegato cosa fanno i saveriani in giro per il mondo e in particolare il compito che svolgono sul nostro territorio.

Quattro stanze, quattro età

Da sei anni i saveriani allestiscono mostre con l'obiettivo di educare gli studenti. Quest'anno la tematica del volto ha assunto connotazioni particolarmente interessanti. Sono state allestite quattro stanze in cui erano rappresentate le quattro stagioni della vita: infanzia, adolescenza, giovinezza e vecchiaia. La laica saveriana che ha guidato gli allievi in questo percorso, ha spiegato le immagini, invitando gli allievi alla comunicazione e alla riflessione.

La stanza dedicata all'infanzia è stata allestita con gli origami, per ricordare il sacrificio di una bambina giapponese morta per leucemia provocata dalle radiazioni di Hiroshima. In quelle zone si muore ancora oggi. Le fotografie dei bambini davano spunti per trattare argomenti come la fame nel mondo, la guerra, i  bambini soldato, oppure il disastro di Haiti con i bambini dallo sguardo assente, abbandonati lungo la strada nella disperazione.

Un percorso educativo

Nella stanza dedicata alla giovinezza abbiamo incontrato volti conosciuti al mondo degli adulti e un po' meno agli studenti, volti di persone comuni che si sono distinte per il loro impegno nella società, nella politica, nella storia quotidiana, nel volontariato, sacrificando anche la propria vita, come i giudici Falcone e Borsellino.

L'ultima stanza suddivisa in due comparti - uno per gli adolescenti e l'altro per gli anziani - ha tenuto desta l'attenzione degli allievi perché dietro quei volti c'erano storie davvero interessanti riguardanti i loro coetanei e la mondialità. Venivano messe in primo piano la saggezza degli anziani e la speranza dei giovani, che rappresentano il futuro dell'umanità.

La giornata dai saveriani ha arricchito le nostre conoscenze, ma soprattutto ha riempito di umanità i nostri sguardi facendoci comprendere come è bella la vita.



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