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Lo teneva tra le sue braccia e gli ripeteva: dormi, non è un lupo, Erode è lontano. Quello che senti è il vento delle vallate che canta. Dormi, non sono i soldati, sono i pastori che vogliono vederti. Non sono cavalli da guerra, sono i cavalli dei Magi che ti cercano. Dormi Gesù, non sono le armi, sono le stelle che scintillano per te. Ora dormi… Sì, erano Erode e i soldati, i cavalli e le armi. Sono passati, ma non ti hanno colpito. Torneranno fra 30 anni, allora non falliranno il bersaglio, ma la vittoria spetta a te.
Presero quel ragazzo, lo portarono in caserma, lo picchiarono, chiesi: "Cos'ha fatto di tanto grave?". Mi risposero: “Non si lasci ingannare, questo ragazzo è pericoloso. Ha già rubato e assaltato”. Lo guardo; porta addosso solo un paio di calzoncini rossi. Rifletto ad alta voce: “Ha rubato o è stato derubato?”. Gli chiedo: "Come ti chiami?”. Mi rispose: “Gesù”.
Maria lo prese tra le sue braccia, lo accarezzava come quand’era bambino. Non aveva più sete, era scomparso ogni segno di paura. La risata del nemico si era spenta nel deserto. Sembrava cantasse: quando andrò in cielo, canterò una nuova canzone, per tutto il cielo, andrò cantando per tutto il cielo di Dio: Cielo, Cielo. Buona Pasqua 2021!
Libera riduzione da uno Spiritual e poesie di p. De Vidi,
salito al cielo il 2 febbraio scorso
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