La Buona Notizia in viaggio tra le isole da 70 anni
Pur con qualche inevitabile inconveniente dovuto al Covid-19, ho potuto trascorrere l’inizio del 2021 in Indonesia, visitando le comunità saveriane, incontrando tutti i confratelli e apprezzando il loro impegno missionario.
L’ideologia ufficiale indonesiana - quella della Pancasila (Cinque Princìpi) - ha al centro l’ideale/valore di uguaglianza, anche delle espressioni religiose ammesse per legge e con una Costituzione che le tutela. Il motto nazionale dell’Unità nella diversità, esprime la volontà di garanzia per le minoranze e il sostegno alla convivenza e al dialogo. Tuttavia, vari fattori continuano a incentivare tensioni e violenze tra la comunità musulmana e quella cristiana. Essi sono spesso fondati su contrasti di interessi, ma alimentati anche dalle politiche governative (ad esempio la difficoltà di poter disporre di terreni e permessi per nuovi luoghi di culto) e dagli estremisti che alimentano insofferenza e odio verso i battezzati. Sempre più di frequente, la comunità cristiana si trova davanti alla propria precarietà in quello che è il maggiore Paese musulmano al mondo. Attualmente, la comunità cattolica indonesiana è composta da circa 8 milioni di fedeli, un terzo dei cristiani che sono il 10% della popolazione.
Arrivando a Padang nei primi anni ’50, i saveriani hanno accettato sfide che, considerate con gli occhi odierni, potrebbero addirittura sembrare temerarie. Soprattutto nella diocesi di Padang (nella quale i primi due vescovi sono stati i saveriani Pasquale De Martino e Raimondo Bergamin), chiese fondate, comunità e strutture, sono tutt’oggi di enorme valore missionario e - insieme alle altre opere di tipo sociale - esprimono un’attenzione non comune. I vescovi indonesiani che incontriamo nelle nostre visite regolarmente ce lo ricordano.
Da vari decenni, stiamo collaborando anche al lavoro missionario delle diocesi di Jakarta, Yojakarta e Medan. Sono numerosi i confratelli che, in questi decenni, hanno dato la loro vita per il Vangelo e la missione in Indonesia. La comunità saveriana attuale è debitrice anche a loro.
Le priorità iniziali, fondazione e realizzazione della Chiesa, si sono allargate ad altre, come l’animazione vocazionale e la formazione. In tutte le comunità visitate ho potuto incontrare gruppi di laici con i quali condividiamo il carisma e la spiritualità saveriana. In Indonesia, il laicato saveriano è chiamato PAX. È un settore che si sta cercando di sviluppare con coraggio e buona volontà.
Molti di questi laici sono interessati a diventare parte della Famiglia carismatica saveriana, collaborando alla missione dei saveriani. Impegnati nel campo dell’aiuto ai poveri e nel dialogo interreligioso, essi desiderano vivere la loro vocazione cristiana in modo saveriano; una vocazione alla buona fratellanza universale, essendo chiamati a diventare prossimo degli altri (cfr. Fratelli Tutti 81) e scoprendo in loro, in particolare in chi soffre, la presenza di Dio. E questa, anche in Indonesia, è la Buona Notizia che i saveriani, dopo 70 anni, continuano a portare avanti.







