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Papa Francesco ha voluto, in occasione del 150° anniversario della proclamazione a patrono della Chiesa, dedicare un anno particolare (8 dicembre 2020 - 8 dicembre 2021) alla riflessione sulla figura di San Giuseppe. È importante e fondamentale la sua persona.

I vangeli ne parlano poco, quasi nulla, ma noi lo ricordiamo come lo sposo (Mt 1,20) che accoglie Maria e il figlio, che a loro provvede - anche come falegname - e che tiene sempre aperto il suo cuore a ogni parola che gli viene dall’altro. Un angelo del Signore appare in sogno a Giuseppe e gli dice: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò. Erode vuole cercare il bambino per ucciderlo” (Mt 2,13).
Maria e Giuseppe si trovano - loro malgrado - immersi in una storia più grande dei loro progetti e sono protagonisti coscienti di un sogno di Dio che vuole realizzare con Gesù.

Giuseppe si trova protagonista di un evento unico: la sua sposa è incinta e rimarrà vergine…. E la gente, il vicinato, la legge cosa diranno? Bastava poco, anzi non bastava nulla a questo uomo di Nazareth per farsi da parte, salvare la sua reputazione, senza offendere quella di Maria. Lui, uomo pratico, con un lavoro di artigiano, molto realista e forse anche un po’ sognatore, sembra non reggere all’ansia: vuole e cerca la verità. La cerca con delicatezza e garbo, la cerca nella preghiera e nel silenzio. Crede nella fedeltà di Maria, ma è combattuto dall’osservanza della legge e decide di ripudiarla in segreto. Un tormento troppo pesante, un’angoscia che rende tutto molto penoso.

E così si ritrova in un ragionamento tanto umano e limitato che, andare oltre, sarà possibile solo quando la storia registrerà il passato. Grande fatica per l’uomo Giuseppe, ma grande fede nello stesso uomo che s’aggrappa a un sogno, dove un angelo gli parla. Sogno che lui stesso interpreta alla luce della fede e lì pone fine al suo dubbio. Dunque Maria è la donna fedele, colei nella quale ha creduto e crederà, della quale si fida. Ma siamo sicuri?

Lui, l’uomo giusto va alla ricerca nella preghiera e così anche il dubbio lentamente si placa. La grazia dello Spirito Santo lo penetra e prepara alla verità: “Non temere di prendere con te Maria, la tua sposa” (Lc. 1,30). L’orizzonte si allarga, il cuore si dilata in un amore infinito che diventa accoglienza, dono, premura, generosità, servizio, progetto di vita. E così di nuovo, a fianco di Maria la sua sposa, inizia il suo cammino di padre e custode del Messia, del Figlio di Dio. Un cammino fuori dal comune, come lo è la sua paternità, ma un itinerario di umile abbandono e di generosa disponibilità al piano di Dio che lo rende un modello per ogni uomo.

Oggi, che la Chiesa sembra sopraffatta da episodi e personaggi che ne turbano l’immagine originaria, troviamo nella figura di san Giuseppe un modello di vita da seguire. Uomo come noi, figlio del suo tempo, servo delle leggi e decreti dei romani, ci ripropone la sua semplicità, l’onestà della vita, la scala dei valori da seguire, l’umanità sincera e aperta al dialogo, alla comprensione, al servizio: in una parola Giuseppe è il credente ideale per un laico, un presbitero, un religioso o un vescovo.



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