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Dopo la decapitazione del professore a Parigi, l’uccisione di tre persone a Nizza e gli attentati di Vienna, ci chiediamo che cosa fare di fronte a tanta violenza?
                                                                                                                            Monica, Reggio Emilia

Pensavamo che il Coronavirus ci facesse diventare migliori, invece ci ha rinchiusi in noi stessi. Invece di creare canali sicuri dalla Libia, continuiamo a contare le tragedie in mare. Solo la nave Open Arms è attiva per salvare vite assolutamente insufficiente!
                                                                                                                                             Nello, Catania

Cara Monica, condanniamo con forza il terrorismo islamista. Allo stesso tempo occorre usare bene della libertà di espressione, evitando di offendere la sensibilità altrui, con certe caricature, come quelle di Charlie Hebdo. La libertà deve coniugarsi con la fraternità. Per l’arcivescovo di Tolosa “la libertà di espressione ha dei limiti”, è inaccettabile “prendere in giro le religioni”. Con le caricature di Maometto è stata versata “benzina sul fuoco”. La vera laicità rispetta le religioni, non crea rottura tra loro, ma favorisce convivenza e armonia.

Caro Nello, la tempesta che stiamo vivendo dovrebbe renderci più uniti e solidali, tutti fratelli, invece! Si chiede il vescovo di Mazara, mons. Mogavero: “Il grido di quella mamma, (Ho perso il mio bimbo) riuscirà a scuotere la nostra atavica indifferenza, freddezza e distacco? Quando ti muore un fratello o una sorella, una madre o un figlio nessuno resta indifferente. Nel Mediterraneo c’è soltanto la Open Arms, nessuno si muove e la gente continua a morire. Come facciamo a stare in pace di fronte a questa ecatombe? Possiamo soltanto alzare la voce di fronte a un’indifferenza generalizzata del mondo della politica, della cultura e purtroppo, ahimè, anche di tanti nostri fratelli nella fede. La politica ha paura di chi strilla a destra e a manca, cerca consensi e queste operazioni di salvataggio e di soccorso non lo creano, anzi. Quindi la politica si appoggia a pretesti e a cavilli burocratici per tenere ancorati nei porti questi mezzi che sono gli unici per soccorrere in mare le persone, che cercano solo una speranza, un futuro, avendo il diritto di cercarlo. L'Africa è una terra che l’Occidente, nel passato e anche nel presente, ha depredato. E adesso, se ci chiedono conto di quello che noi abbiamo rubato, è giusto che ci mettiamo dalla parte di chi è tenuto a risarcire per il mal fatto del passato”.

Scrive il saveriano p. Claudio Marano: “È indispensabile avere notizie e riflessioni sul mondo che si trova fuori dall'Italia. Guardando la televisione, leggendo i giornali, utilizzando internet o whatsapp, troviamo un vuoto totale sui miliardi di fratelli che non si trovano nel ‘mondo bianco’. Ogni famiglia dovrebbe avere, almeno, una rivista missionaria. Abboniamoci, per avere sempre l'Africa, l'Asia, l'America Latina, l'Oceania nel cuore. Apriamo il cuore, diventando più mondiali, vicini agli uomini e donne che vogliono migliorare il mondo”. Regaliamo l’abbonamento a una rivista missionaria! Ai nostri familiari, agli amici, a una biblioteca, a una casa di cura, a un gruppo parrocchiale.



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