Cristo è risorto tra le ragazze munda
Nella mia piccola missione tra i munda, che vivono ai margini della Foresta del Bengala (il regno della famosa tigre reale del Bengala) in Bangladesh, non ci sono cristiani.
Sono con loro da sette anni, ma questa tribù ha la cattiva abitudine di sposare le figlie a 12-13 anni. Le conseguenze di questi matrimoni forzati e prematuri sono disastrose. Al primo parto, molte di queste madri bambine finiscono nella tomba insieme al loro primogenito. Noi incoraggiamo le ragazzine munda a disubbidire e, se necessario, a fuggire da casa e a rifugiarsi alla missione che offre loro vitto, alloggio e istruzione. Queste ragazzine non sono cristiane; forse un giorno lo diventeranno, ma sanno che due sono i motivi di una presenza cristiana in questo angolo sperduto del mondo.
Il primo è quel fatto grandioso che i cristiani ricordano a Natale e cioè la decisione del Dio dei cristiani di venire ad abitare tra i poveri, gli emarginati, i deboli, quelli che in questo mondo non contano niente. Il secondo motivo è che questo Dio dei cristiani è stato in grado di risorgere dai morti e la sua precisa volontà è che poveri, emarginati e deboli, suoi prediletti, abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza (Giovanni 10,10).
Le ragazzine sanno che la nostra piccola missione è frutto della vittoria del Dio dei cristiani sulla morte. La bella notizia di questa vittoria è arrivata anche in questo angolo sperduto del mondo, in una tribù di cui nessuno si era mai occupato. E così, se Minoti, Nilima, Falguni e Monjhuri sono piene di vita e sprizzano allegria da tutti i pori e stanno imparando tante cose, lo devono a Cristo Risorto.
A noi della missione tra i munda sembra che lo scopo principale sia questo servizio alla vita. Più riusciremo a portare vita, e vita in abbondanza, e più la Risurrezione di Cristo avrà portato frutto.






