Nel suo saluto il parroco della Chiesa di Santa Margherita, a Lissone, ha accolto la gente dicendo: “vedo qui popoli distanti, uniti però sotto la stessa croce” riferendosi a una centinaia di persone, venute per la messa di 25° anniversario di sacerdozio di padre Sante Gatto nella festa dell’esaltazione della croce di Cristo, 14 settembre 2025.
Padre Sante ha presieduto la messa ed è stato accompagnato dal vescovo Natale Paganelli, che è l’attuale il provinciale dei Saveriani in Italia. Si sono uniti poi nella concelebrazione anche una decina di sacerdoti, tra cui 7 padri saveriani (Franco, Bonane, Robledo, Alessio, Paolo, Giuseppe e Pandri).
Nell’omelia, p. Paolo Tovo—invitato da p. Sante—ha riflettuto sul senso del sacerdozio alla luce del Crocifisso, che ha la capacità di trasformare i luoghi di sofferenza, di dolore, di morte in luoghi di speranza. «La missione sacerdotale di Sante – diceva l’oratore - non si limita a piantare la croce all’interno della Chiesa, ma fuori dal suo recinto, in mezzo all’accampamento dell’umanità, dove tanti uomini e tante donne non riescono ad intravvedere il segno dell’amore di Dio in Gesù crocifisso».
Padre Sante, alla fine, è intervenuto per un suo messaggio finale, sottolineando due cose: la prima, egli ha chiesto perdono a coloro che, nei 25 anni del suo ministero, non ha amato, e non ha dedicato loro il tempo necessario per
ascoltare ed aiutare. La seconda, il padre, ricordando un augurio di un sacerdote che gli ha detto “ti auguro di scomparire”, amerebbe essere quel seme che muore per poter vivere e dar frutto, nella logica della croce.
Con questi due brevi pensieri P. sante ha terminato la celebrazione eucaristica, per poi passare alla festa della condivisione, sedendo a tavola in compagnia di tanti parrocchiani, amici, parenti e anche confratelli saveriani di Desio.
i rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.






