PIANTATO L’ULIVO DELLA PACE: UN MESSSAGGIO CHE CI UNISCE TUTTI
PIANTATO L’ULIVO DELLA PACE: UN MESSSAGGIO CHE CI UNISCE TUTTI
[Di Eleonora Murero]
Questo il cartello che è stato appeso ad un ramo dell’ulivo della pace: “Tanti volti molte culture una sola umanità”. In occasione della giornata dedicata al Patrono d’Italia, San Francesco, la giornata di dialogo e di fraternità tra fedi e culture diverse, è stato piantato l’ulivo della pace.
È stato piantato nel pomeriggio di domenica 4 ottobre in via dei Mariani nel parco Birichino. Un momento che si è inserito all’interno del programma religioso della festa patronale della città di Desio, caduta sabato 3, domenica 4 e lunedì 5 ottobre per la “Festa del Madunin”.
Il parco sorge in un quartiere dove l’integrazione tra culture e religioni è già presente da tempo. Un momento importante vissuto da tante persone presenti e autorità: dai missionari e laici saveriani, insieme al rettore padre Adili Emmanuel, il prevosto della comunità “Santa Teresa di Gesù bambino” don Gianni Cesena, la comunità pakistana “Minhaj ul quran” rappresentata da Ashraf Mohammed Koakhar, il sindaco Roberto Corti, Desio città aperta, il comitato di quartiere Prati e l'equipe del dialogo.
Solo sabato 3 ottobre Papa Bergoglio ha firmato la sua terza enciclica, la "Fratelli tutti”, richiamata dal prevosto: “Si esce insieme dalla pandemia solo insieme - ha detto - Il creato è dono di Dio e la casa dell’uomo, ci tengo a sottolinearlo perché lo vediamo anche come impegno oggi per il futuro del mondo”. I primi due numeri dell’enciclica inizia così:
«Fratelli tutti»,[1] scriveva San Francesco d’Assisi per rivolgersi a tutti i fratelli e le sorelle e proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo. Tra i suoi consigli voglio evidenziarne uno, nel quale invita a un amore che va al di là delle barriere della geografia e dello spazio. Qui egli dichiara beato colui che ama l’altro «quando fosse lontano da lui, quanto se fosse accanto a lui».[2] Con queste poche e semplici parole ha spiegato l’essenziale di una fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita. Questo Santo dell’amore fraterno, della semplicità e della gioia, che mi ha ispirato a scrivere l’Enciclica Laudato si’, nuovamente mi motiva a dedicare questa nuova Enciclica alla fraternità e all’amicizia sociale. Infatti San Francesco, che si sentiva fratello del sole, del mare e del vento, sapeva di essere ancora più unito a quelli che erano della sua stessa carne. Dappertutto seminò pace e camminò accanto ai poveri, agli abbandonati, ai malati, agli scartati, agli ultimi. (Fratelli Tutti n.1-2)
Ashraf Mohammed Koakhar ha invece ricordato la presenza e il dialogo continuativo con la comunità musulmana nel corso degli anni: “Piantare questo ulivo è simbolo di impegno della cura del creato e di essere fratelli di tutti – ha commentato - Il percorso fatto insieme a Desio è stato un bel cammino insieme di integrazione che certamente non sempre è stato semplice, ma bello”.
Dall’ultimo anche il sindaco ha aggiunto: “Grazie per questo gesto simbolico che lascia una presenza nel quartiere, che già pensa in maniera comunitaria – ha detto - Tutti dobbiamo cercare di camminare nella stessa direzione, per curare il creato e scegliere cosa vogliamo lasciare un domani ai nostri figli”.
A questo si aggiunge anche la poesia scritta per l’occasione da Nazir Chaudhry Shahid: “L'unica pianta / Adamo ed Eva / l'unico tronco / quanti rami / tanti rami / quanti fiori / rossi gialli / bianchi neri / Quante foglie... foglie infinite /siamo noi / tutti... foglie di PACE / PACE PACE”.
i rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.






