Questo verbo “kumega” (spezzare) viene usato anche durante la messa “Yesu alimega mkate (Gesù spezzoò il pane). All’inizio in Africa il pane non era consumato da molta gente, ma con l’arrivo delle colonie, anche il pane è diventato un cibo come la polenta di manioca (bugali). In Congo e Camerun sempre di più si usa la baguette (importata dalla Francia). Viene spezzata in piccoli pezzi, quando si mangia oppure le mamme vanno davanti alle scuole e preparano dei panini con una mezza baguette e dentro ci mettono gli spaghetti o altre cose che poi vendono agli studenti che li consumano a metà mattinata, durante la ricreazione. Spesso, nei pranzi la baguette ha fatto la sua apparizione. Nella cucina della missione, il cuoco preparava il pane dentro una forma rettangolare (il pane in cassetta, mi pare che si dica). Poi, quando era pronto lo si tagliava a fette, come per i toast. Era buono. Infatti nei villaggi non era facile trovare il pane. Solo nelle città era frequente vedere dei banchetti, sia al mercato, come lungo la strada, dove venivano vendute le baguette. Anche la gente ormai si era abituata, quando una cosa è buona, anche se viene da altre parti, rimane sempre buona…







