Alcuni anni fa, invitato da amici messicani di Firenze, ho visitato la Basilica di Santa Maria Novella. Mi sono soffermato nella Cappella degli Spagnoli, dove Andrea Bonaiuto ha dipinto Gesù che esce dalla Tomba da solo portando una bandiera bianca. Sembra ci dica: “Guarda, ce l’ho fatta!”. Niente di più diverso da quello che ci insegnava a scuola un parroco di una delle diverse parrocchie ucraine di Chicago. Nostro insegnante di Teologia orientale e Iconografia, ci illustrava le Icone della Resurrezione russe, ucraine e greche.
Nelle icone orientali della Risurrezione, a volte chiamate “La straziante dell'inferno”, Gesù è circondato da molte persone mentre si trova fuori dalla fossa dell’inferno. Catene, catenacci e lucchetti volano in tutte le direzioni. Il dio della morte è legato in fondo alla fossa, Gesù tira fuori dall'inferno Adamo ed Eva, simboli di tutta l'umanità, e tanti altri personaggi dell’Antico Testamento. Un messaggio molto diverso, forse mai arrivato alla Chiesa occidentale, né cattolica, né protestante. Queste Icone suggeriscono un messaggio di speranza, che non riguarda solo Gesù, ma anche la società, l’umanità e la storia stessa.
Attraverso il nostro giornale, auguriamo a voi Buona Pasqua! Auguriamo questa nuova visione della Storia, a volte così confusa e contradittoria. Auguriamo a tutti di credere con la stessa fede dei primi cristiani, che affrontavano la morte con la certezza della Resurrezione. Auguriamo a tutti Voi di credere che ogni crocifissione (guerra, povertà, tortura, fame) è redenta dal Cristo che ha vinto la morte e con Lui siamo tutti risorti a Vita Nuova, a una felicità e pace senza fine.
Vi scrivo, mentre in Ucraina assistiamo a scene di guerra. I bambini scappano con le loro mamme, altri nei sotterranei piangono e si chiedono perché non possono più giocare nelle strade, mentre i loro papà vanno ad imbracciare le armi. Chi di noi non è arrabbiato, senza speranza di fronte alla storia, alla vita, a ciò che succede? Oggi, abbiamo bisogno di una visione più ampia e cosmica della risurrezione di Gesù. La Pasqua non è solo l'ultimo capitolo della vita di Gesù, ma l’ultimo capitolo della storia. Eppure, la morte non ha l'ultima parola. Cristo estrae la creazione dall'inferno. Cristo distrugge la morte. Non si tratta di una “finzione”.
Signore tira fuori anche noi ogni giorno dall’inferno, dalla morte, dal dolore, facci vivere nella gioia e nella speranza di un mondo migliore. Cristo è il superamento dell'inferno e della morte in modo molto reale e promesso. Questo è ciò che celebriamo con la Pasqua, questa è la Pasqua che auguriamo a tutti voi. Questa è la Pasqua a cui credono i saveriani impegnati nelle zone di guerra, povertà e morte.







