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LEGITTIMA DIFESA / UN DECALOGO PER RIVEDERE LE NORME DEL PORTO D’ARMI

LEGITTIMA DIFESA / UN DECALOGO PER RIVEDERE LE NORME DEL PORTO D’ARMI

Riceviamo dall’ufficio stampa di Opal (Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa) di Brescia il seguente comunicato stampa, nel quale, oltre ad alcuni rilievi riguardo alle prospettate modifiche alle norme attinenti alla legittima difesa, si pone all’attenzione delle rappresentanze politiche una serie di precise indicazioni per migliorare le normative vigenti riguardo all’accesso e alla detenzione di armi. Come mostrano anche i casi di cronaca recente, che Opal sta raccogliendo in uno specifico database, sono numerosi gli omicidi, i femminicidi, i tentati omicidi, i suicidi e i reati compiuti da persone che detengono legalmente le armi. E, contrariamente al diffuso luogo comune, la legislazione italiana è di fatto sostanzialmente permissiva in materia di detenzione di armi: oggi, a qualunque cittadino incensurato, esente da malattie nervose e psichiche, non alcolista o tossicomane, è generalmente consentito di possedere una o più armi, finanche un numero illimitato di fucili da caccia. Per la versione integrale del comunicato rimandiamo al sito Opal: www.opalbrescia.org

LEGITTIMA DIFESA / UN DECALOGO PER RIVEDERE LE NORME DEL PORTO D’ARMI
OPAL (OSSERVATORIO PERMANENTE SULLE ARMI LEGGERE)
BRESCIA, VIALE VENEZIA 112
22 APRILE 2017

Nei prossimi giorni in Parlamento si discuteranno alcune proposte di modifica delle normative attinenti alla legittima difesa. Al riguardo, l’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa (OPAL) ritiene che, mentre possono essere comprensibili alcuni correttivi per modificare quelle norme che rischiano di penalizzare ingiustamente la persona che subisce un’aggressione, non è in alcun modo ammissibile l’assunto secondo cui “la difesa è sempre legittima”: per essere legittima la difesa deve, infatti, sempre rispondere alle condizioni, previste nel nostro ordinamento, della necessità di difendere se stessi o altri (e quindi come extrema ratio), di attualità o inevitabilità del pericolo (il pericolo deve essere reale ed effettivo e non solo ipotetico, presunto o possibile) e di proporzionalità tra difesa e offesa. Inoltre, OPAL ribadisce che la potestà punitiva appartiene esclusivamente allo Stato che deve garantire le misure idonee a salvaguardare la sicurezza della collettività anche al fine di prevenire forme di “giustizia privata”.
L’Osservatorio Opal evidenzia soprattutto la necessità di rivedere le norme che regolamentano la detenzione e il porto d’armi. Contrariamente al diffuso luogo comune, la legislazione italiana è di fatto sostanzialmente permissiva in materia di detenzione di armi: oggi, a qualunque cittadino incensurato, esente da malattie nervose e psichiche, non alcolista o tossicomane, è generalmente consentito di possedere una o più armi, finanche un numero illimitato di fucili da caccia.
In questo contesto, come mostrano anche i casi di cronaca recente che Opal sta raccogliendo in uno specifico database, sono numerosi gli omicidi, i femminicidi, i tentati omicidi, i suicidi e i reati compiuti da persone che detengono legalmente le armi. Se nessuna legge può evitare il compiersi di atti criminosi o autolesionistici, una maggior attenzione riguardo alle effettive necessità di disporre di un’arma e controlli più accurati sui detentori delle medesime possono contribuire a prevenire che ne venga fatto un uso irresponsabile e illecito.
Diverse inchieste giornalistiche hanno inoltre evidenziato come, per cercare di superare le restrizioni poste dalle norme sul “porto d’armi per difesa personale”, negli ultimi anni sempre più persone abbiano fatto ricorso alle licenze per “uso sportivo” e per “attività venatorie”: queste due licenze, e soprattutto quella per uso sportivo, stanno così diventando una modalità per poter detenere un’arma per scopi di difesa personale, della propria abitazione o esercizio commerciale.

Infine, anche in considerazione della potenziale pericolosità rappresentata dalla diffusione delle armi, l’Osservatorio Opal ritiene indispensabile che vengano disposti adeguati controlli sulla disponibilità delle medesime. In proposito Opal rileva che, sebbene le armi debbano essere tutte denunciate alle autorità competenti, attualmente non si dispone di dati precisi ed ufficiali sulle armi legalmente detenute nel nostro paese: la revisione delle normative sul porto d’armi potrebbe quindi rappresentare anche l’occasione per un effettivo censimento delle armi regolarmente detenute in Italia.
L’Osservatorio Opal sottopone pertanto all’attenzione delle rappresentanze politiche le seguenti indicazioni per migliorare le normative vigenti riguardo all’accesso e alla detenzione di armi.

  • Motivare la necessità di acquisto e detenzione di un’arma
  • Definire la tipologia e limitare il numero di armi e munizioni detenibili
  • Obbligo di stipulare una assicurazione di responsabilità civile verso terzi
  • Obbligo di comunicazione ai conviventi maggiorenni
  • La certificazione comprovante l’idoneità psico-fisica
  • Esame teorico e pratico di idoneità al maneggio delle armi
  • Frequenza annuale al poligono di tiro
  • Rinnovo della licenza
  • Detenzione delle armi per uso sportivo
  • Effettuare un censimento sulle armi

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