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IL VANGELO DEVE VIVERE NELLA SOCIETÀ

IL VANGELO DEVE VIVERE NELLA SOCIETÀ

Quando si tratta della difesa del clima, si sa che Papa Francesco non usa mezzi termini. Nell’Enciclica Laudato si’ esorta tutti gli uomini, e in particolare i responsabili politici e le forze economiche, a impegnarsi in modo ancor più deciso per tale obiettivo.

La critica risoluta alla debolezza delle reazioni politiche e al pensiero, telecomandato dalla finanza, dei poteri economici dominanti non viene accolta dappertutto con benevolenza. Il papa non dovrebbe concentrarsi sul suo servizio di pastore come suprema autorità religiosa della Chiesa? Non dovrebbe forse adoperarsi principalmente per la salvezza spirituale dei battezzati e per i vari cantieri aperti all’interno della Chiesa, invece di coinvolgersi in dibattiti su questioni che normalmente vengono discusse tra politici?

In effetti, non è compito della Chiesa fare politica. Una Chiesa che persegue obiettivi politici rischia fin troppo facilmente di perdere per strada il dirompente potenziale del suo messaggio a vantaggio d’interessi di potere. Tuttavia, trarre da ciò la conclusione che la Chiesa debba tenersi fuori dalle questioni rilevanti della vita quotidiana e che la fede sia da praticare solo nel raccoglimento di una stanza o a porte chiuse in una chiesa contraddice totalmente il messaggio cristiano e il mandato della dottrina sociale cattolica da esso derivante.

Non abbiamo bisogno di un cristianesimo da sacrestia. La vita cristiana, infatti, non si svolge al di fuori della società, ma dentro la società. Essere cristiani vuol dire riconoscere con gli occhi aperti i segni dei tempi e interpretarli alla luce del Vangelo. Ciò significa concretamente: ovunque è minacciata la dignità dell’uomo, ciascun battezzato, in quanto membro della Chiesa, è chiamato a far sentire la propria voce e ad intervenire secondo le proprie possibilità di azione.

L’esortazione a compiere tutto questo trova il suo fondamento nelle radici stesse del cristianesimo. Già nell’Antico Testamento sorgono uomini di Dio che con coraggio e a rischio della propria vita denunciano gli abusi nella società, nella politica e nell’ambito religioso. Così ad esempio il profeta Amos, un semplice pastore, condanna in nome di Dio lo stile di vita corrotto dei ricchi e le ingiustizie sociali. La società costituisce l’ambiente e la sua evoluzione l’occasione per l’intervento di Dio attraverso il richiamo dei profeti.

Nell’incarnazione di Gesù Cristo si accentuano ancora di più la critica alla società e il carattere pubblico del messaggio di Dio. Irrompe il regno di Dio. Tutte le forze ostili alla vita vengono smascherate da Gesù. Nelle Beatitudini egli capovolge a favore dei deboli e dei poveri i sistemi di valore comunemente validi: “Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio” (Lc 6,20). “Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame” (Lc 6,24s).

Le encicliche sociali dei papi si ricollegano alle parole di Gesù. Dall’enciclica Rerum novarum, pubblicata da papa Leone XIII nel 1891, la dottrina sociale della Chiesa viene continuamente reinterpretata alla luce del Vangelo a partire dalle attuali condizioni sociali ed economiche.

Anche l’enciclica Laudato si’ segue questa tradizione. In essa papa Francesco compie un passo in avanti rispetto ai suoi predecessori, rimandando allo stretto legame tra le questioni riguardanti la giustizia sociale e quelle concernenti la protezione dell’ambiente. Se la creazione di Dio continua ad essere sfruttata senza riguardo, si arriverà inevitabilmente anche ad un peggioramento delle condizioni di vita dell’uomo e ad un sempre maggiore squilibrio sociale.

Il percorso appena abbozzato evidenzia che l’essere cristiani non si realizza al di fuori dalla società, ma dentro la società e dunque a favore degli uomini. Il compito di testimoniare la fede in modo coraggioso nella società e di far sentire la propria voce ovunque l’integrità delle persone venga violata e la creazione sfruttata va di pari passo con la missione del cristiano. Essa è sempre collegata con la fede nell’azione di Dio nella creazione. Noi prendiamo parte alla realizzazione del regno di Dio, che è cominciato con Gesù Cristo e che attraverso di lui viene portato a compimento. La nostra partecipazione trae nutrimento da una relazione viva con lui. Per questo non è un caso che papa Francesco termini la sua enciclica sull’ambiente con due preghiere.

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