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Uno splendido disegno di Dio

Uno splendido disegno di Dio
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Lo zio p. Gino il 26 maggio 2015 aveva festeggiato il suo giubileo presbiterale ad Hortolândia, parrocchia dove ha lavorato fino a una settimana prima di morire. È poi tornato in Italia per festeggiare con tutti i familiari, celebrando l’Eucaristia a Loreto e poi, il 15 agosto, nella parrocchia di Monte Urano. Ritornato in Brasile, anche la comunità Goioerê si è ricordata dei suoi 50 anni di sacerdozio.

C’è sempre qualcuno più bisognoso

A Goioerê, lo zio ha cominciato il suo servizio in Brasile nel 1977. Nei suoi anni di missione è stato capace di costruire legami forti, significativi e duraturi con ciascuno. Girando in rete e digitando il suo nome ho trovato molti articoli e dimostrazioni di affetto.

Una parrocchiana di Hortolândia scrive: “Unico difetto di p. Gino è l’essere stato troppo generoso”. Sicuramente la generosità è un tratto evidente della sua persona. Raramente teneva per sé i regali, perché diceva che “c’è sempre qualcuno che ha bisogno più di me”.

“Facilitatore” di rapporti!

Lo zio era una persona riservata, quasi criptica, quando si trattava di parlare di lui, di ciò che provava, di come stava. Anche la sua malattia è stata da lui presa in considerazione tra un lavoro e l'altro. Voleva riconsegnare la parrocchia di Hortolândia nelle mani del vescovo. Ma, questa volta, il suo progetto non ha coinciso con il progetto che Dio aveva su di lui. Eppure, non possiamo dire che la sua vita non sia stato uno splendido disegno di Dio.

Sapeva valorizzare ogni persona a partire proprio dai più bisognosi ed era accanto a loro fisicamente e spiritualmente. Riusciva a essere quasi un “facilitatore”, cioè organizzava gruppi di preghiera, di servizio nella pastorale per i bambini, giovani e anziani; individuava dei laici da responsabilizzare all’interno dei gruppi, e lasciava che ogni gruppo camminasse con le proprie gambe.

Sempre in cammino…

Questo metodo di lavoro, gli ha permesso di costruire dei legami solidi con ciascuna comunità. L’ho constatato durante il mio viaggio in Brasile nel 2000. È stato una persona sempre in cammino che non ha mai smesso di studiare e approfondire temi a lui cari. L'anno sabbatico 1996-97 lo ha riportato in terra statunitense dove ha concluso degli studi di psicologia e scritto una tesi dal tema molto delicato: “La pedofilia nella Chiesa”. Fino al 2015 pubblica altri tre libri di tematiche diverse. P. Gino ogni giorno dedicava un'ora alla lettura della Bibbia, alla recita del rosario e si nutriva dell'Eucaristia. Interpretava la realtà attraverso queste tre lenti.

Lascia un enorme vuoto nella nostra famiglia. Ora certamente è accanto al Signore perché, come disse lui stesso durante una nostra chiacchierata: “Non so cosa ci sia dopo la morte, ma sarebbe proprio un brutto scherzo se non ci fosse nulla”.

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