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Un confratello, un amico…

Un confratello, un amico…
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È stato un piacere aver conosciuto p. Otello Casali, saveriano modenese scomparso il 10 maggio. Avevamo partecipato ai “tre mesi” di aggiornamento a Tavernerio, nel 2008. Tutti e due non eravamo riusciti ad andare in terra Santa (pellegrinaggio di fine corso), per problemi ai passaporti indonesiani. Delusi, eravamo accomunati dalla stessa sfortuna. Così ci siamo organizzati e abbiamo trascorso insieme due settimane.

Nel 2008 i tre mesi a Tavernerio

Un giorno, p. Franco Bertazza ci ha proposto di fare una piccola gita a Macugnana, sotto il Monte Rosa, per goderci la bella neve bianca. Quell’uscita l’aveva reso felice. Il giorno dopo, siamo stati a Cremona dove viveva p. Giovanni Lazzari, che conoscevo bene. Abbiamo girato la città, ammirando le sue bellezze, il famoso torrazzo, i negozi di torrone e il noto violino Stradivari.

Ma l’esperienza migliore è stato il pellegrinaggio a Lourdes. Gli dissi che potevamo consolarci per non essere andati in terra santa. Non avevamo visto la grotta di Betlemme, ma, in compenso, potevamo pregare alla grotta di sua madre, a Lourdes.

Un privilegio assisterlo

Poco dopo, noi due ci siamo ritrovati in Indonesia. Quando sono stato eletto superiore regionale di quel paese, mi chiese di inviarlo nella parrocchia di San Paolo di Labuh a Pekan Baru, per poter servire la gente. Nonostante non fosse più così in salute, diligentemente si recava nei vari quartieri per visitare le persone sofferenti e consolarle. P. Otello non resisteva a lungo nella residenza parrocchiale. Non solo, ma accompagnava da vicino anche la costruzione di alcune chiese secondarie.    

Ultimamente, era con noi a Biara Padang. Era contento di poter stare lì, nonostante il peggioramento della sua salute. Sentiva che il suo corpo diventava sempre più debole. Lì mi sono preso cura di lui, lo medicavo e lo accompagnavo all’ospedale, vicino alla casa regionale di Padang. Quasi tutti i giorni gli davo la comunione nella sua camera. Per me è stato un privilegio assisterlo. Diceva sempre “grazie”, o “scusami” se sentiva di aver causato qualche difficoltà.           

Mi ha insegnato tanto…

Mentre ero fuori da Padang, in visita ad altre comunità, ho ricevuto la triste notizia che p. Otello era entrato in coma ed era successivamente morto. Rientrai immediatamente con l’aereo. Sono entrato nella cappella, pregando e benedicendo la sua salma. Ho pianto, perché il mio amato confratello se n’era andato in mia assenza.

Penso che Dio abbia scelto il momento migliore per farlo entrare nel suo Regno. P. Casali mi ha insegnato cosa sia la fede in Dio, la pazienza, il servizio e l’amore verso malati e anziani. Grazie, padre, per le tue preghiere e per i bei momenti vissuti con te. Ci vediamo in cielo.

Amore per i più bisognosi

pr Casali Lourdes

Nel 2011, la comunità saveriana a Pekanbaru aveva perso p. Ottorino Monaci e, a distanza di qualche mese io stesso, per un piccolo malore, fui ricoverato in ospedale. P. Otello, nonostante la salute ballerina, appena seppe della situazione precaria in cui si trovava la nostra comunità, subito mi telefonò per chiedermi di poter venire a darci una mano.

Quel gesto mi ha commosso, perché sapevo che in quel momento lui stesso aveva bisogno di riposo. Da allora, è rimasto fino allo scorso mese di marzo, sempre disponibile per qualsiasi servizio pastorale. Si interessava e prodigava per i più poveri e bisognosi. Spesso forzava se stesso, pur di poter essere di utilità agli altri. Nell'ultimo periodo trascorso con noi, si dedicò soprattutto all'apostolato degli ammalati. Un servizio prezioso che svolse con amore e dedizione.

p. Franco Qualizza, sx

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